Nella bozza di Costituzione europea solo un accenno alla materia e nessun riferimento esplicito dellesistenza di un Sistema statistico europeo. Eppure, è già stata raggiunta una notevole integrazione tra sistemi nazionali e un ulteriore passo avanti servirebbe a dare a politici e operatori strumenti migliori per competere con gli altri grandi paesi industrializzati. Il riconoscimento di una statistica comunitaria e la definizione dei principi sui quali si deve basare sono invece fondamentali per lo sviluppo della democrazia oltreché delleconomia.
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I black out e le interruzioni programmate dell’estate ci rivelano quanto il problema della sicurezza del sistema sia stato trascurato nell’approccio seguito per l’apertura alla concorrenza del settore elettrico. Il caso americano dovrebbe far riflettere i federalisti a oltranza sui rischi che derivano da legislazioni troppo frammentate. Quanto all’Italia, ha il vantaggio di una rete strutturata da un monopolista, ma resta da verificare l’efficacia dei recenti interventi del Governo per sopperire alla scarsità dell’offerta.
Si delineano i tratti salienti della riforma delle pensioni su cui la maggioranza avrebbe trovato un accordo. Si chiuderà uno dei canali per l’accesso alle pensioni d’anzianità nel 2008. Ma annunciare oggi la riforma e realizzarla nel 2008 rischia di scatenare fughe verso le anzianità, tali da compromettere i risparmi successivi.
La bassa crescita della spesa per consumi viene spesso ritenuta responsabile della contenuta dinamica della domanda e del reddito. Ma un attento esame dei dati rivela che non è così. Dunque le misure, allo studio del Governo, di sostegno alla spesa delle famiglie rischiano di essere poco efficaci nel rilanciare la domanda. Perché le famiglie anziché aumentare la spesa mettono da parte le riduzioni di imposte, come lamentato dal ministro Tremonti? Non per cattiveria, ma perché gli sgravi vengono percepiti dalle famiglie come transitori: minori imposte oggi saranno maggiori tasse domani, date la precaria situazione della finanza pubblica italiana.
Serve lo “sciopero dei consumatori“? Lo “sciopero” più efficace consiste nel rinunciare a comprare dai produttori che hanno aumentato i prezzi oltre la norma. Ma vi sono vantaggi anche in un’azione collettiva. Basta indirizzarla verso i giusti obiettivi.
Si torna a parlare di attacchi all’autonomia dell’università. Riproponiamo una riflessione sui possibili limiti degli interventi proposti dal Governo.
Il Consiglio dei Ministri approva il decreto attuativo della delega sulla riforma della tassazione delle società di capitali. Formuliamo un primo giudizio: non si riduce il prelievo sulle imprese, ci avviciniamo a un modello di tassazione “alla tedesca”, riservando un trattamento più favorevole alle holding e a quei gruppi che potranno usufruire del consolidamento di utili e perdite di diverse società partecipate, anche estere. Alcune norme sembrano in conflitto con i principi di non discriminazione e comunque non coerenti con il processo di coordinamento proposto dalla Commissione europea.
Il Governo risponde alla domanda di sicurezza dei cittadini assumendo 1.000 nuovi agenti. Meglio sarebbe stato investire in attrezzature e tecnologie, oggi molto più sofisticate che in passato, ricercando al contempo un migliore coordinamento tra le diverse forze dell’ordine.
Riparte anche il Campionato di B. Ma i problemi strutturali del calcio non sono stati risolti e potrebbero riesplodere da un momento all’altro: c’è stato un errore di sopravvalutazione della diffusione della televisione a pagamento. I diritti televisivi sono destinati ad abbassarsi. Con loro gli stipendi dei calciatori. Meglio facilitare questo processo se si vogliono evitare altri clamorosi fallimenti.
“Siamo entrati in una fase di deglobalizzazione? Calano i flussi di capitale e gli investimenti diretti e si arresta la crescita degli scambi internazionali. Non è solo per colpa del rallentamento dell’economia mondiale. Conta il ritorno al protezionismo tra le due sponde dell’Atlantico e la mancata riforma delle politiche a difesa degli agricoltori in Europa come negli Stati Uniti. Quella della Politica agricola comune europea è stata una non-riforma. A Cancun occorrerà fare progressi su questo fronte, come pure su quello della riduzione delle barriere commerciali nel tessile-abbigliamento. Al Sud bisogna chiedere l’abbandono di pratiche discriminatorie nei confronti degli investitori esteri e maggiore trasparenza normativa sui flussi di capitale. Sapendo che, se fallisce il negoziato, a pagarne il costo non saranno soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma anche la maggioranza degli abitanti del Nord, costretti da una potente minoranza a pagare prezzi più alti per beni che potrebbero essere importati dal Sud del Mondo”.
Riaprono le scuole e le famiglie che hanno optato per la scuola privata si ritrovano un regalo inaspettato: il buono scuola. Troppo tardivo il provvedimento per incidere sulla scelta di dove iscriversi quest’anno. Il buono finirà per premiare le famiglie più ricche: di poveri fra chi ha già scelto la scuola privata ce ne sono davvero pochi.
Si vota in Svezia per l’ingresso nell’euro. Ma sarà un voto soprattutto sul coordinamento della politica fiscale a livello europeo.
La legge Gasparri è in attesa di tornare alla Camera per la ratifica definitiva. Delega il passaggio al digitale a Rai e Mediaset. Che, da duopolisti, faranno di tutto per lasciare la transizione a metà. A proposito di interruzioni televisive: formuliamo una proposta per regolamentare gli spazi pubblicitari durante i film.
Il salutista ministro Sirchia insedia una commissione scientifica per stabilire cosa e quanto devono mangiare gli italiani. Non stiamo forse esagerando con il paternalismo?
Acque del mare nostro Acque delle nostre sconfitte Acque delle nostre fedi Acque dei nostri miti Da sempre un Ulisse lacero ti attraversa Siamo tutti Ulisse, Itaca è il mare.
Nefaste rigogliose
serene terribili,
Mediterraneo dalle vicine sponde
E dai destini lontani
Acque dei nostri slanci,
Mediterraneo degli opposti incrociati
E dei fratelli divisi
Acque delle nostre eresie
Mediterraneo del Dio di tutti
E delle guerre sante
Acque del potente logos,
mediterraneo delle civiltà
e dei mostri della ragione.
Da nord a sud da ovest a est
Da sempre si torna a casa
risalendo la corrente del Mediterraneo.
Ferie d’Agosto, la giusta quiete, E’ questo il tempo per prendere in mano Ma è mai possibile che quasi ogni volta Per riformare la Costituzione Se il capo ultras è all’uscio che bussa E poi il nostro Capo riceve in Certosa Lui lancia il sasso e ritira la mano E poi la sparata di fine estate Insomma, è riuscito a rompermi il fiato Così come il suo, se non vado errato,
Tempo per vivere e per pensare
Buone letture e accesso alla Rete
Le nuove idee mi vengono al mare
Spunti e intuizioni lasciati da parte
Il tempo libero è spazio sovrano
Per nuovi articoli e città d’arte
Dando un’occhiata distratta al giornale
La mia attenzione veniva distolta
Perché non siamo un paese normale?
A quattro Saggi han fatto ricorso
Li han proclamati per televisione
Almeno i giudici han vinto un concorso!
E vuol la squadra in serie B
Semplice, in fascia mettiamo La Russa
Ormai certe cose si affrontan così
Gli ospiti accoglie con faccia spavalda
Ha preparato con cura ogni cosa
Riempiendo di cactus la Costa Smeralda
E i suoi poi continuan con grande protervia
Attenti Piero, Carlo e Romano
Per voi va in onda Telekom Serbia
Sui giudici pazzi. Se Lei mi consente:
ma come le pensa ste cose insensate
che neanche a Benigni verrebbero in mente?
Mi sono distratto con cose meschine
Per calmar l’ulcera mi sono sfogato
Ma il mio mestiere non è scriver rime
E’ l’arduo ufficio del governare.
Quel suo contratto andrebbe onorato
E un po’ di silenzio, vorrei lavorare.
A un mese esatto dall’apertura della Conferenza intergovernativa di Roma che deve dare una Costituzione all’Unione europea, Romano Prodi chiede modifiche importanti al testo proposto dalla Convenzione. Il governo italiano, maestro delle cerimonie in quanto presidente di turno dell’Unione, tiene duro anche contro Regno Unito e Spagna. Chi ha ragione? Certo, il testo presentato da Giscard ha molti difetti. Forse, nell’attribuzione di competenze tra l’Europa e i Paesi membri, non tiene veramente conto delle preferenze dei cittadini. E forse si sarebbe potuto fare molto di più per la governance economica, per la politica fiscale come per quella monetaria, visto che il Trattato di Maastricht affronta i problemi di ieri e non quelli di domani. Ma è rischioso aprire una vaso di Pandora che potrebbe poi essere difficile da chiudere. Meglio allora approvare il testo così com’è e andare avanti. Magari solo con quei Paesi che ci vogliono stare
L’INPS emette un comunicato stampa in risposta alla denuncia de staging.lavoce.info. La replica della redazione.