Gli europei (non solo gli italiani!) continuano a pensare che l’inflazione sia più alta di quella ufficiale. Non è un problema di statistiche né di approssimazioni nel cambio lira-euro. È solo il risultato di un lento processo di apprendimento. Importante accelerarlo educando tutti a fare calcoli in euro. Altrimenti la convergenza fra inflazione percepita ed effettiva avverrà a prezzi più alti per tutti.
Una proposta di legge di AN concede il diritto di voto agli immigrati alle amministrative. Ottimo. Ma è un passo ancora insufficiente, anche in unottica europea. Utile rivedere assieme le normative sulla concessione della cittadinanza italiana.
Il super-bonus per chi continua a lavorare, il cosiddetto “regalo in busta paga” previsto dalla riforma sulle pensioni, in realtà sembra un malus. Calcoli attuariali mostrano che non è affatto conveniente. A meno di avere redditi particolarmente alti.
Viceversa i Poveri non hanno molti difensori in questo paese. Nonostante le molte promesse, nessun impegno di spesa nella Finanziaria per il reddito di ultima istanza, la principale misura per contrastare la povertà.
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Ci risiamo. Con la definitiva approvazione da parte del Consiglio dei ministri della “bozza di Lorenzago” siamo alla terza proposta di riforma costituzionale del presente Governo, ciascuna in contrasto con quella precedente. Questo mentre lattuazione della riforma che cè, quella del Titolo V approvata nel 2001, viene lasciata alle sentenze della Corte costituzionale. I commenti su questultima fatica dellesecutivo si sono concentrati essenzialmente sul premierato. Ma la vera novità è rappresentata dallintroduzione del Senato federale. Che in realtà, per le regole di rappresentanza previste, federale non è. E che, se fosse attuato, creerebbe problemi enormi di coordinamento con laltra Camera, con il rischio di minare alla base il funzionamento dellintero sistema. Forse, più che di grandi riforme, avremmo bisogno di interventi di più basso profilo, ma in grado di migliorare la capacità decisionale dei Governi. I paesi più avanzati offrono una pletora di possibilità tra cui scegliere. Conviene rifletterci, nellattesa della prossima proposta di riforma costituzionale.
La manovra economica del governo si basa largamente sui condoni. Ma davvero questi portano nuovo gettito? Uno studio sullIva negli ultimi 15 anni rivela che i condoni hanno sempre portato a una riduzione del gettito di lungo periodo. La novità di questanno è comunque il condono edilizio. Qui i rischi non sono solo quelli di perdita di gettito futuro; come sottolinea il Capo Dipartimento della Protezione Civile, molti degli edifici abusivi sono costruiti senza tener conto delle caratteristiche fisiche del territorio e comportano dunque rischi seri per la collettività. Cè anche da chiedersi come mai labusivismo sia una componente strutturale delleconomia italiana; unanalisi dimostra come questo prenda fiato soprattutto in periodi di crisi economica. Il condono edilizio tuttavia non avrà vita facile; molte regioni hanno preso contromisure per bloccare il provvedimento ed unanalisi della giurisprudenza costituzionale mostra come sia incerto il risultato dello scontro. E lincertezza da sola potrebbe essere sufficiente a scoraggiare molti dalladerire.
Il vice-Presidente Gianfranco Fini propone di dare diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati. Riproponiamo un intervento di Giancarlo Perasso sul principio secondo cui chi paga le tasse deve avere diritto di voto. Si noti che ciò implica che gli italiani all’estero non dovrebbero avere diritto di voto.
Su grande richiesta dei nostri lettori, ci occupiamo di ambiente. Partendo dal riscaldamento terrestre, un tema di cui la Presidenza italiana della UE non può disinteressarsi. A dicembre si terrà a Milano un vertice importante per l’avvenire del Protocollo di Kyoto. L’Unione si è impegnata unilateralmente a diminuire le emissioni di gas serra a partire dal 2005. Ma procedere unilateralmente aumenterebbe ancor di più i costi economici della riduzione delle emissioni. E rischierebbe di renderle inefficaci dato il forte rischio di carbon leakage, lo spostamento di emissioni di anidride carbonica dall’Europa ad altri paesi che non hanno sottoscritto l’accordo. Ben farebbe, dunque, l’Italia a chiedere alle Nazioni Unite di rispondere alle obiezioni mosse dalla Comunità scientifica internazionale ai rilievi dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) sull’entità e cause dell’aumento della temperatura terrestre. Utile anche documentare costi e benefici rispetto allo status quo delle politiche di riduzione delle emissioni.
Avvisiamo i nostri lettori che da oggi è possibile scaricare anche una versione PDF degli articoli.
Una raccolta di interventi precedenti sulla riforma previdenziale elaborata dal Governo. Come cambieranno le pensioni degli italiani? Gli interrogativi lasciati aperti dalle stime della Ragioneria Generale dello Stato sugli effetti della riforma. E il rischio di fughe di anzianità scatenate dal cosiddetto “effetto di annuncio”: facile profezia, dato che nel 2003 le domande di prestazioni di anzianità sono aumentate del 20%.
La riforma previdenziale proposta dal Governo non è né equa né graduale. Vi è il rischio che il passaggio della patata bollente al prossimo Governo lasci poi tutto come prima. Non a caso si parla già di una verifica nel 2007, appena prima dell’introduzione delle misure più impopolari. Nel dibattito sulla riforma si tende spesso a dimenticare un lato del triangolo: la domanda di lavoro delle imprese. Il brusco allungamento della vita lavorativa comporta una crescita del costo del lavoro. Questo può portare ad una diminuzione della domanda di lavoro, spiazzando i lavoratori più giovani e quelli con contratti temporanei. Questo non significa che non si debbano fare le riforme, ma solo che bisogna farle meglio, con maggiore gradualità e partendo più presto possibile.
Per staging.lavoce.info un’anticipazione importante dal Rapporto dell’ European Forecasting Network (EFN), le principali novità sulla congiuntura e le previsioni macroeconomiche per l’area euro. Sono compatibili con quelle del nostro Governo? Ai lettori l’ardua sentenza.
Questa Finanziaria avrebbe dovuto coniugare interventi di risanamento dei conti pubblici nel lungo periodo, con misure di sostegno alla crescita. Per non farci perdere il treno della ripresa. Invece fa esattamente il contrario. Per contenere il deficit del prossimo anno ipoteca i bilanci futuri. Invece di sostenere la crescita, introduce programmi simbolici e rifinanzia programmi di dubbia efficacia, come la legge 488. Mentre la riforma pensionistica sembra solo un modo per passare la patata bollente al prossimo Governo.
Il blackout di domenica 28 settembre è stato, in realtà, il blackout di un’intera classe politica. Squallido il rimpallo di responsabilità di questi giorni fra maggioranza e opposizione. Entrambe hanno colpe. Per anni si è tenuta la testa sotto la sabbia. E non si intravvedono soluzioni: devolution e disegno di legge Marzano rischiano solo di aggravare il problema.
La scomparsa di Franco Modigliani lascia un grande vuoto nella comunità scientifica. E fra chi deve governare l’economia, non solo in Italia. Il modo con cui il grande scienziato è stato ricordato in questi giorni dalla stampa internazionale.
Il nostro mercato del lavoro continua a riservarci belle sorprese. Cresce ancora l’occupazione, nonostante la stagnazione economica, e diminuisce la disoccupazione. Merito del fatto che escono dal mercato del lavoro generazioni con meno lavoratori e, soprattutto, lavoratrici e rimangono quelle in cui si partecipava di più. La demografia aiuta anche nel ridurre le pressioni in entrata: meno giovani in cerca di lavoro. Ma per continuare a creare nuovi posti, ci vorrà crescita economica.
Molti dei posti di lavoro creati negli ultimi anni sono lavori temporanei e collaborazioni coordinate e continuative. Approfondimenti per capire cosa si cela dietro questo composito universo di lavori e tra quali fasce di età sono particolarmente concentrati.
In risposta ad una lettera di Luigi Spaventa, torniamo a discutere gli effetti degli sgravi fiscali sulla domanda interna.
Fra qualche giorno lAutorità dellEnergia Elettrica e del Gas renderà pubbliche le proprie decisioni circa le tariffe dellelettricità. Il Presidente dellAutorità, Pippo Ranci, chiarisce i criteri che guidano queste scelte, assieme ad una più ampia valutazione sulla liberalizzazione dei mercati energetici in Italia. Discutiamo anche del rapporto fra fra liberalizzazione del settore energetico e sicurezza del sistema alla luce dei black-out che si sono ripetuti in molti paesi nel periodo estivo.
Lo scandalo Eurostat rischia di impoverire la qualità delle statistiche oggi prodotte in Europa. Molte inchieste non saranno più coordinate a livello europeo, creando forti problemi di comparabilità. Purtroppo la bozza di Convenzione Europea non prevede la costruzione di un sistema statistico europeo.
Perché il vertice di Cancun è fallito? Una rassegna della stampa internazionale.
Chiarimenti aggiuntivi (e soprattutto nuovi interrogativi) sulla riforma previdenziale che il Governo starebbe per varare.