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Corsi e ricorsi: Via l’Ici sulla prima casa?

A volte ritornano. Dal governo in affanno riemerge la proposta dell’abolizione dell’Ici lanciata, prima delle elezioni, dall’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Giusto quindi ricordare quanto scrivemmo in quell’occasione.”

I programmi elettorali sulla regolamentazione del lavoro

La Casa delle libertà si limita a indicare la riforma Biagi tra le trentasei approvate dal Governo. E a promettere la creazione di un altro milione di posti di lavoro. Più articolato il programma dell’Unione. Due i punti centrali: la modifica della legge 30 e la riforma degli ammortizzatori sociali, partendo dal presupposto che bisogna distinguere tra flessibilità e precariato. Gli interventi proposti potrebbero facilitare l’accettazione di un mercato del lavoro flessibile. Sono ovviamente onerosi, ma sui finanziamenti il programma non si esprime.

Tutti i danni della legge elettorale

Già senza padri a pochi mesi dalla sua approvazione, la nuova legge elettorale rende incerto il formarsi di una maggioranza conforme in entrambe le Camere. Ma non solo. Chiunque vinca avrà a disposizione pochi voti di margine per portare avanti il suo programma. Messi in discussione bipolarismo e alternanza, aumenterà il potere di veto e di ricatto dei partiti più piccoli. E il sistema delle liste bloccate ci consegna una classe politica meno responsabilizzata e meno efficiente. Una legge da cambiare, ma non sarà facile trovare i numeri per farlo.

L’identikit del parlamentare italiano

Una banca dati permette di delineare profilo, comportamenti e modi di selezione dei parlamentari italiani delle ultime tre legislature. Chi è stato eletto con il maggioritario ha spesso esperienze amministrative precedenti e presenta un numero maggiore di disegni di legge. L’elezione in Parlamento ha un’influenza positiva sul reddito, soprattutto per alcune professioni. La nuova legge elettorale, che rende meno competitiva la composizione delle liste dei candidati, potrebbe determinare una riduzione del livello medio di competenza ed esperienza.

Informazione, media, televisione visti da Cdl e Unione

Al tema dell’informazione il programma della Cdl non dedica neanche una riga. Probabilmente perché considera la legge Gasparri una soluzione definitiva al problema della crescita equilibrata dei settori dei media in Italia. Nel programma del centrosinistra si ritrovano molti argomenti condivisibili, ma permane una forte ambiguità sulla privatizzazione della Rai, la cessione di reti, la distinzione tra finanziamento via canone e via pubblicità. Una tema cruciale, invece, per evitare di imbalsamare la televisione italiana in un immutabile duopolio.

Giornalisti, interessi e lettori

I rapporti tra giornalisti e proprietari dei mezzi di informazione sono un problema tanto importante quanto sottovalutato. Eppure basterebbe applicare il codice di autoregolamentazione, varato in base alle direttive comunitarie sulla trasparenza e l’informazione nei mercati finanziari. Prevede che il lettore sia sempre informato sulla struttura proprietaria dell’impresa editoriale affinché possa valutare ciò che legge con maggiore consapevolezza. E forse contribuirebbe a migliorare il non molto lusinghiero giudizio straniero sulla situazione dei nostri media.

La scuola e l’università dei programmi elettorali

Il programma della Casa delle libertà tratta il tema dell’istruzione con superficialità. L’unico riferimento di spesa è un probabile rifinanziamento del buono scuola della Finanziaria 2005. L’Unione porta a sedici anni l’obbligo scolastico e attribuisce al potenziamento dell’istruzione e della formazione compiti vari: dal rafforzamento del potenziale di competitività del paese, al miglioramento dell’inclusione sociale, allo sviluppo del Mezzogiorno. Ma accredita la discutibile tesi che i mali del sistema universitario italiano siano dovuti alla mancanza di fondi.

Perché il dibattito politico prescinde dai dati

La ricerca empirica italiana fatica a raggiungere gli standard internazionali. Sono lacune che dovrebbero preoccupare perché l’assenza di un’informazione statistica adeguata spinge il dibattito politico ed economico nel nostro paese verso un inutile confronto ideologico. Anche su questioni per le quali i dati, e non le posizioni di principio, dovrebbero aiutare a trovare le risposte. Basta guardare alle discussioni sulle riforme che di recente hanno interessato la scuola e il mercato del lavoro. Alcune ipotesi sul perché di questa situazione.

Idee per lo sviluppo nelle due coalizioni

I tre zeri nella crescita del Pil, della produttività e delle ore lavorate nel 2005 hanno messo in evidenza quanto sia urgente il ritorno alla crescita per l’economia italiana. I programmi delle due coalizioni per le elezioni 2006 presentano rilevanti differenze nelle ricette su come rilanciare lo sviluppo. Ma, più che in altri campi, sulle terapie per ritornare a crescere si possono anche individuare convergenze. Per esempio, ci si può aspettare da chiunque vinca un perfezionamento delle misure di liberalizzazione del mercato del lavoro.

Banche e finanza nei programmi elettorali

Un confronto diretto fra i programmi dei due schieramenti in materia bancaria e finanziaria è difficile perché la Casa delle libertà ha scelto la semplicità del messaggio e l’Unione la complessità dell’analisi. Così la Cdl insiste sullo sviluppo della Banca del Sud e sull’introduzione del principio della libera, immediata e gratuita “portabilità” dei conti correnti. Mentre l’Unione individua due problemi generali: la scarsa concorrenza complessiva nei mercati bancari e la necessità di tutelare i risparmiatori. E indica una lunga serie di misure per risolverli.

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