Le forme in cui la Banca dItalia rende conto del proprio operato sono fondamentalmente basate su esposizioni unilaterali. Norme e tradizioni seguite finora hanno una giustificazione storica, ma non sembrano più adeguate alla attuale realtà economica e politica. E’ ora di adottare assetti istituzionali più vicini a quelli degli altri paesi per laccountability, ma anche per i meccanismi di nomina e funzionamento della Banca. Loccasione per farlo è il disegno di legge sulla tutela del risparmio.
La Politica agricola comune (Pac) costa alle famiglie europee oltre cento miliardi di euro allanno. Oltre l80 per cento dei sussidi alle esportazioni pagati nel mondo sono finanziati dai contribuenti europei, che pagano anche i tre quarti circa di sussidi agricoli finalizzati al sostegno dei prezzi. Gli effetti sui mercati internazionali sono molteplici e significano minor benessere e minor ricchezza non solo per i paesi poveri. Il problema si aggrava ora con lestensione della Pac ai nuovi Stati membri Ue. Eppure di questo grande spreco di denaro pubblico si parla molto poco.
La probabile ratifica russa del Protocollo di Kyoto dà ulteriore forza e credibilità alliniziativa europea sul mercato dei permessi. Ma dalle indiscrezioni sui piani provvisori sembra che lammontare relativo dei permessi di emissione assegnati alle industrie sia troppo alto. E circolano dubbi sulla reale capacità della Commissione europea di sanzionare i piani troppo generosi. Intanto, negli Stati Uniti sono i singoli Stati a prendere iniziative per la riduzione delle emissioni di gas serra. Mentre si spera, forse ingenuamente, nellelezione di Kerry.
Pubblicato, anche se non in versione definitiva, il piano nazionale di allocazione delle emissioni di gas serra. Si istituisce così un sistema di scambio dei permessi di emissione, essenzialmente per il sistema elettrico e lindustria. Suscitano perplessità le quote allocate ai settori, perché la scelta fatta non ci avvicina al nostro target di riduzione e gli altri interventi previsti per raggiungere lobiettivo sono difficilmente realizzabili. In un futuro molto prossimo, il nostro paese potrebbe perciò essere obbligato a ricorrere al costoso acquisto di crediti sul mercato del carbonio.
Sul tema della rappresentanza sindacale riproponiamo per i nostri lettori anche alcuni inteventi già apparsi sul tema. Savino Pezzotta mostra come i dissensi di principio tra Cisl e Cgil su questa materia siano ancora assai rilevanti,
ma la volontà di giungere a una soluzione in tempi brevi non faccia difetto. Pietro Ichino individua il nodo essenziale del dissenso tra le Confederazioni maggiori e propone una soluzione capace di scioglierlo, suscettibile di essere messa in pratica in via sperimentale senza necessità di un intervento legislativo, anche mediante accordi sindacali aziendali, di settore o interconfederali.
Francesco Stolfa
Arbitrato e arbitraggio sono forme di composizione dei conflitti collettivi da tempo accolte in contesti sociali e giuridici simili al nostro. In Italia non dovrebbero necessariamente essere alternativi allo sciopero, ma potrebbero essere un supporto dellautotutela collettiva introdotto in via negoziale. Per favorire, insieme ad altri strumenti come lo sciopero virtuale, la soluzione del conflitto con il minor danno possibile per gli interessi generali coinvolti. Riproponiamo anche l’intervento di Pietro Ichino sullo scipoero virtuale
Alessandro Bellavista
Lintroduzione di un salario minimo legale può dare risultati positivi, se opportunamente calibrata. Potrebbe per esempio contribuire a segnare il confine tra lavoro sommerso e lavoro regolare. Ma lorientamento prevalente ammette già che il giudice si possa discostare dal parametro dei minimi fissati dal contratto collettivo per determinare la giusta retribuzione garantita dalla Costituzione. E dunque non è questo a ostacolare lo sviluppo delle imprese del Mezzogiorno. Altre sono le carenze che incidono maggiormente. Pubblichiamo anche la controreplica di Tito Boeri e Roberto Perotti e il loro contributo originario.
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