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Il filtro dell’autonomia

Il gioco esasperato di interrelazioni tra informazione, statistica ed economia rischia di rendere tutto indeterminato. Il rischio è più forte in Italia per la ristrettezza del mercato dei media. Invece di sognare un editore puro che non è mai esistito o un servizio pubblico super partes, è meglio favorire la crescita di soggetti che dichiarano con trasparenza i propri interessi e impegnano il proprio nome a garanzia di autonomia di giudizio e di rispetto per il lettore. Come ha fatto staging.lavoce.info nei suoi due anni di vita.

Tre punti critici e un Ddl

Anche se i suoi sostenitori sembrano diminuire di giorno in giorno, il disegno di legge per la tutela del risparmio resta necessario e urgente e deve affrontare correttamente tre questioni per raggiungere i suoi obiettivi: equilibrio negli interventi per rimediare ai fallimenti del sistema dei controlli, riordino delle funzioni di vigilanza sui mercati per linee funzionali, indipendenza delle autorità preposte ai controlli. Un comitato ristretto per redigere rapidamente una versione finale sarebbe garanzia di solidità e qualità giuridica in materie così delicate

Il sindacato e la nuova concertazione

In passato ha permesso il risanamento, oggi la concertazione deve servire a perseguire la crescita del paese. L’obiettivo è rimuovere le cause strutturali della perdita di competitività del nostro sistema e porre rimedio alla scarsità degli investimenti Il sistema contrattuale va rimodulato per garantire il salario reale e ripartire l’aumento di ricchezza dovuto alla crescita della produttività. In questo contesto di sviluppo, ruolo e funzione del sindacato possono essere decisivi. E la loro definizione non ha bisogno di alcun provvedimento legislativo.

Black out estivo sui disoccupati

L’Istat cambia il metodo di classificazione delle forze lavoro per adeguarsi a una normativa comunitaria. I dati dell’inchiesta trimestrale appena pubblicati non sono quindi confrontabili con quelli del passato. Un peccato perché si sarebbero potuti vedere gli effetti sul mercato del lavoro della Legge Biagi e dell’incremento superiore alle attese del Pil. Tra i cambiamenti più significativi, la continuità della rilevazione, con interviste che avvengono durante tutto il trimestre, e una più precisa individuazione dei lavoratori parasubordinati.

Immigrati e lavoro: tra disuguaglianze e burocrazia

Il lavoratore straniero regolarmente soggiornante viene discriminato rispetto a quello italiano sia perché si rende più onerosa la sua assunzione, sia perché il rinnovo del permesso di soggiorno è costellato di passaggi bizantini. Il mercato del lavoro richiede politiche migratorie strutturate in modo da poter reagire rapidamente ed efficacemente. Se ai lavoratori migranti si toglie la possibilità di rispondere a queste esigenze, inevitabilmente si infittiranno le fila degli irregolari.

Il paradosso della legge elettorale

La legge elettorale andrebbe modificata, per eliminare la quota di seggi ancora assegnata con il proporzionale. Renderebbe più compatti gli schieramenti di maggioranza e opposizione, aumentando la capacità di decidere del governo e rafforzando la tendenza al bipolarismo. Ma una riforma di questo tipo cambierebbe i rapporti di forza soprattutto all’interno delle coalizioni e dunque non si trova una maggioranza disposta ad approvarla. Ecco perché si preferisce discutere della forma dello Stato e delle regole di governo.

Compiti per un nuovo Senato

Una trasformazione incisiva del bicameralismo perfetto, coerente con l’impianto del Titolo V, è ormai indispensabile. E’ necessario creare un Senato che sia elemento di garanzia ed equilibrio nelle relazioni tra centro e periferia. Se per le resistenze dei senatori in carica non si riuscirà a farlo, il processo legislativo italiano è destinato a una nuova anomalia. La funzione raccordo e concertazione tra governo centrale e Regioni sarà svolta in altre sedi e avremo così un sistema tricamerale.

Riforme istituzionali

Avevamo tempo fa aperto il dibattito sulle riforme istituzionali in Italia. Riproponiamo per i nostri lettori gli interventi di Massimo Bordignon, Giorgio Brosio, Marco Giuliani e Enzo Balboni

Ancora su maggioritario e proporzionale

Il sistema elettorale maggioritario non è di per sé meno democratico di quello proporzionale. Ma può condurre più facilmente a una “dittatura della maggioranza”. E’ dunque necessario rafforzare il sistema delle garanzie costituzionali. La legge elettorale attuale va riformata, per aumentare l’omogeneità delle forze di governo. Mentre la soglia di sbarramento con proporzionale ridurrebbe la competizione tra le forze politiche, un maggioritario a due turni potrebbe essere una possibile soluzione.

Le vecchie novità del voto europeo

Dall’analisi comparata del recente voto europeo esce convalidato il modello di elezioni di “secondo ordine”, caratterizzato da astensionismo, risultati negativi per i partiti di governo e successo di quelli minori. Accade soprattutto dove gli elettori hanno ben chiara la distinzione tra Europee e votazioni nazionali e sanno che il risultato non avrà conseguenze sul governo del paese. L’Italia fa eccezione, ma solo in parte. Ed è confortante che ben pochi chiedano il ritorno al sistema proporzionale per l’elezione del Parlamento italiano.

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