Lavoce.info

Categoria: Argomenti Pagina 1025 di 1087

La concentrazione nascosta

Per valutare il grado di concentrazione nel mercato della stampa quotidiana, i dati di diffusione a livello nazionale non sono un indicatore corretto. La competizione avviene prevalentemente su scala locale e dunque è più utile identificare il mercato di riferimento di ciascun giornale, ovvero l’insieme delle province nelle quali viene realizzata la maggior parte delle vendite. Si scopre così che la concentrazione effettiva è superiore a quanto comunemente si crede per la forte polarizzazione geografica della diffusione, anche dei cosiddetti quotidiani nazionali.

Centri, periferie e ideologie

Un sondaggio ripetuto nel corso degli anni mostra che in una scala sinistra-destra, fino al quaranta per cento delle persone si colloca al centro. Non solo: sono di centro gli elettori che mostrano maggiore mobilità di voto da un’elezione all’altra. Ma in che misura la formula della “conquista del centro” conta nella competizione politica ed elettorale? Siccome tecniche diverse di sondaggio danno risultati anche molto diversi, è davvero possibile determinare con precisione che cosa sia il centro e quanti elettori vi risiedano? Forse è azzardato dedurre una strategia politica da un sondaggio. Ilvo Diamanti commenta l’intervento di Tito Boeri. La controreplica dell’autore.

Il gioco delle tre aliquote

Le nuove ipotesi di riforma fiscale con quattro aliquote e deduzioni si configurano come una lieve redistribuzione dai contribuenti con reddito dichiarato più alto a quelli che si collocano nelle fasce attorno a 40-50mila euro. Dovuto però alla sostituzione delle detrazioni con deduzioni. Se invece si considerano i redditi familiari equivalenti, tutte le varianti del secondo modulo continuano ad avvantaggiare le famiglie più ricche. E si affaccia perciò il correttivo di un aumento generalizzato degli assegni al nucleo familiare.

Innovazione cercasi

Per rilanciare la competitività dell’economia e delle imprese italiane, il Governo sta pensando a sgravi fiscali e crediti di imposta per le spese per la ricerca e per l’innovazione tecnologica. Scarse, tuttavia, le risorse a disposizione. E per incoraggiare davvero queste attività, occorre garantire alle imprese un più elevato tasso di rendimento interno certo. Meglio perciò evitare gli interventi temporanei e, pur nel rispetto delle compatibilità di bilancio, puntare su un flusso adeguato di incentivi permanenti e flessibili.

Il mercato delle banche

Le autorità nazionali di vigilanza utilizzano spesso i poteri di autorizzazione all’ingresso nel capitale delle banche, previsti dalle direttive comunitarie, per impedire aggregazioni transfrontaliere. Così in un mercato finanziario denominato da un’unica valuta, prevale la frammentazione e non nasce un polo capace di competere con le grandi banche americane. La soluzione non è la modifica della normativa, ma la integrazione e la centralizzazione della vigilanza, con la creazione di una autorità europea indipendente e autonoma dagli interessi dei singoli Stati.

E’ l’America di Bush

La fede e la religione hanno pesato più dell’Iraq in queste elezioni. E i democratici lo hanno capito troppo tardi. Francesco Giavazzi interviene sulla vittoria di Bush nelle elezioni americane puntando sui temi della moralità e sul diritto dei cittadini a detenere armi. Nel secondo mandato si darà un’agenda politica tutta interna, con la promozione dei valori cristiani e conservatori nelle scuole, negli ospedali, trasferendo alle organizzazione religiose finanziate dallo Stato molti compiti di assistenza sociale. Mentre i repubblicani controllano anche il Senato. La risposta di Stephen Martin.

Petrolio senza alternative

Nonostante la più diffusa consapevolezza ambientale, è ancora l’aumento del prezzo del petrolio il maggior fattore di risparmio energetico. Mentre in questo campo scendono gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, le fonti rinnovabili resteranno relativamente insignificanti almeno per i prossimi vent’anni. Anche perché nessuno dei nuovi sistemi energetici sembra in grado di sostituire le fonti fossili in termini di costi e quantitativi. E l’ipotesi idrogeno procede con gli stessi tempi del volo umano su Marte.

Un futuro di gas, carbone e nucleare

Negli scenari energetici futuri, il carbone torna a essere una possibile alternativa al petrolio, grazie a nuove tecnologie che ne riducono l’impatto ambientale e rendono più vantaggiosa la sua estrazione. Ma sono in molti a puntare anche sul nucleare. Remota la possibilità di nuove Chernobyl, resta però la preoccupazione per alcuni paesi nei quali dalla produzione di energia si potrebbe facilmente passare a quella di armamenti. Infine, si guarda al gas naturale, dalle riserve meno concentrate geograficamente, più pulito e meno costoso.

L’utile sequestro del carbonio

La tecnica del sequestro geologico di anidride carbonica non presenta rischi particolari e sembra essere in grado di assicurare consistenti riduzioni delle emissioni di gas serra. Dunque potrebbe essere una valida soluzione al problema dei cambiamenti climatici. Quanto ai costi, c’è ancora molta incertezza perché possono variare anche significativamente da una situazione all’altra. Ma l’operazione diventa senz’altro più competitiva se si considerano i ricavi dovuti al recupero di petrolio o gas.

Aria di idrogeno in Italia

La produzione di energia elettrica da idrogeno non è competitiva in termini di semplici costi industriali. Il suo sviluppo è legato perciò alle politiche di riduzione dei gas serra e alle penalità che saranno attribuite alle emissioni di anidride carbonica. Secondo uno studio, l’idrogeno potrebbe entrare nel mix elettrico italiano con una percentuale dello 0,5 per cento sulla produzione nazionale solo se saranno rispettati i livelli imposti dal Protocollo di Kyoto. Oppure se il costo della CO2 si aggirerà sui cento dollari per tonnellata.

Pagina 1025 di 1087

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén