Dallemendamento finale emerge una struttura dellIre di quattro aliquote, dal 23 al 43 per cento. Vengono confermati gli aspetti di iniquità distributiva. Il 16,5 per cento dei contribuenti più ricchi gode del 60 per cento del totale dei tagli. E labbandono della proposta di aumento degli assegni familiari rende ancora più evidente i limiti dellIre nellaffrontare le condizioni economiche degli incapienti. Tra primo e secondo modulo, lo sgravio netto per le famiglie si riduce a poco più di sette miliardi, un quarto di quanto promesso dalla legge delega.
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L’annunciata svolta epocale in campo fiscale non c’è. Anche accettando le cifre del Governo, la Finanziaria per il 2005 contiene un aumento delle imposte, non una loro diminuzione. Mentre sono andate deluse le aspettative delle imprese per misure sulla competitività, la manovra fiscale ben difficilmente potrà costituire il grimaldello che ci farà uscire dalla crisi economica. Mettendo così in discussione anche alcune voci di autocopertura. Né si sa bene cosa accadrà per studi di settore, revisione degli estimi e inasprimento sulle locazioni immobiliari.
I dati indicano che lutilizzo dei buoni ai sedicenni per lacquisto di un computer per lanno 2003 è strettamente correlato con il possesso di un pc prima delle misure di incentivazione. Al programma hanno aderito soprattutto i ragazzi con più potere dacquisto e che vivono nelle Regioni più ricche. Limitato invece leffetto di alfabetizzazione addizionale. Per evitare che si ripetano situazioni simili, una parte delle scarse risorse pubbliche per linnovazione dovrebbe essere utilizzata per valutare in anticipo gli effetti delle politiche che si intende attuare.
Suscitano perplessità le ultime operazioni della “privatizzata” Cassa depositi e prestiti. L’acquisto di una quota importante di una società di Finmeccanica è un precedente pericoloso, che potrebbe costringerla in futuro a diventare un ibrido tra banca e holding di partecipazione. Vanno perciò definiti meglio i principi operativi della Cdp, per sottrarla all’arbitrio delle pressioni politiche contingenti. E per limitare la possibilità di operazioni che creano debito pubblico occulto. Intanto, rimane il rischio di trasformare Fintecna in una piccola Iri.
E’ finita presto la fase della trasparenza sulla situazione dei conti pubblici. Ora la confusione è massima. E nel susseguirsi di cifre e di proposte si rischia di sperperare i pochi soldi disponibili per politiche che ci permettano di agganciare la ripresa internazionale. Perché se domina lincertezza sulla natura, lentità e la durata degli interventi, i beneficiari saranno solo le famiglie o gli imprenditori che avrebbero comunque aumentato i consumi o assunto nuovi lavoratori anche senza gli incentivi e gli sgravi fiscali.
Le Alternative Dispute Resolution sono viste dal legislatore come uno strumento in grado di snellire lenorme carico accumulato dalla giustizia ordinaria. E nell’illusione di definire in modo rapido un gran numero di controversie in molti casi ha reso obbligatorio il tentativo di conciliazione. Nella passata legislatura se ne era ipotizzato l’utilizzo in qualsiasi controversia civile avente a oggetto diritti disponibili. Il ricorso a questa sorta di giustizia privata, invece, ha senso solo in una sezione assai circoscritta di conflitti.
Fra le democrazie consolidate, lItalia è lunico paese in cui le funzioni di giudice e pubblico ministero sono affidate allo stesso corpo di magistrati indipendenti. Né dalla separazione delle carriere deriva automaticamente una dipendenza del pubblico ministero dal potere politico. Il progetto di riforma dellordinamento giudiziario appena approvato non risolve però il problema. Mantiene la magistratura come corpo unico, non favorisce il reclutamento di avvocati e dopo cinque anni dal concorso iniziale impone una scelta definitiva.
La legge attuale va riformata perché dà una chance di salvarsi solo alle grandi imprese. Ma ai vari progetti si oppongono antichi retaggi e importanti interessi costituiti. Privando così il paese di un diritto fallimentare moderno, che potrebbe dare grande forza alleconomia. Tanto più che i tecnici di maggioranza e opposizione potrebbero lavorare in sostanziale sintonia. Basta che il Governo non pensi di agire a colpi di maggioranza. Per superare le resistenze in nome di una riforma vera, sono infatti necessarie intese più larghe.
Eccessiva durata dei processi: è questa la causa della crisi endemica della giustizia civile in Italia. Ma le riforme ipotizzate non risolvono la questione, anzi appaiono controproducenti. Per esempio quando delineano un modello nel quale il governo del procedimento resta molto a lungo nelle mani degli avvocati invece che in quelle del giudice. Criticabili anche gli aspetti di metodo. Le novità vengono introdotte a sorpresa, in modo disordinato e frammentario, senza il dibattito che sarebbe indispensabile in un sistema democratico.
Laumento degli assegni familiari per il “quarto componente” ripropone una concezione dei servizi all’infanzia affidata principalmente alla famiglia, alle nonne in particolare. Però, la scarsità di nidi e asili e la rigidità degli orari è alla base della minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e in futuro le nonne avranno sempre meno tempo da dedicare ai nipoti. Bisogna dunque puntare a un ampliamento dell’offerta. Anche attraverso la creazione di asili aziendali e di micronidi privati.