Il settimanale Time dedica a una ricercatrice italiana la sua ultima copertina. Un solo, forse spiacevole, dettaglio: Sandra Savaglio ha lasciato l’Italia, insegna e fa ricerca alla Johns Hopkins University di Baltimora. Cosa si può fare per contrastare la fuga di cervelli dal nostro paese? Per migliorare la governance degli atenei e la qualità della ricerca scientifica? Per permettere all’università di meglio contribuire al progresso economico del paese?
Va anzitutto modificato il sistema di rappresentanza democratico corporativo delle nostre università. Intervenire sugli incentivi non basta, se non si mette mano agli assetti istituzionali. Va poi ripensato il percorso del dottorato. Il progetto di riforma 3+2+3 non aiuta, anzi. Ancora più che in passato, a rimanere in Italia saranno soprattutto coloro che non sono riusciti ad andare all’estero. Infine, va favorito il riorientamento del sistema scolastico e universitario a favore delle competenze generaliste e delle capacità logiche e relazionali. Quasi il contrario di quanto si sta facendo oggi …
Dopo gli scioperi selvaggi bisogna affrontare il problema dei trasporti locali. Non ce tempo da perdere. Bisogna decentrare la contrattazione e il finanziamento, rafforzando al tempo stesso la concorrenza. Se ci sono meno rendite da spartire, ci saranno anche meno scioperi.
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Cosa ha fallito nella catena dei controlli nel caso Parmalat? La Centrale dei bilanci non riesce a controllare unimpresa che prende fondi allestero anche con laiuto di istituzioni straniere. Servirebbe probabilmente unAuthority sovra-nazionale. I controlli interni sono segnati da un conflitto di interesse che ne pregiudica lazione. Proponiamo quattro misure che possono limitarlo. Insieme a un inasprimento delle pene per i reati societari, possono contribuire a ridare credibilità ai bilanci delle società.
Bisognerebbe mostrare di avere imparato la lezione, a partire dai controlli nel settore del calcio, in cui molte società sono a rischio di crack. Ma sono ancora in molti a voler lasciare tutto comè.
Cop9, la conferenza sul clima svoltasi a Milano il mese scorso ha evidenziato come non vi siano alternative al protocollo di Kyoto, anche se troppi paesi ancora sono riluttanti ad accettarlo. Non ce tempo da perdere.
Abbiamo superato i 12500 iscritti alla newsletter e i 45.000 Euro di finanziamento. Ricordiamo che chi contribuisce entro il 15 gennaio potrà ancora ottenere un nostro piccolo omaggio (modestissimo, ma di cuore ).
Il debito pubblico diminuisce, ma soprattutto grazie alla vendita di partecipazioni in Enel, Eni e Poste alla Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta finanziata dalle Fondazioni bancarie, cui viene garantito un rendimento del 3 per cento al netto dell’inflazione. Una catena di S.Antonio che snatura enti con ben altre finalità, riducendo ulteriormente la trasparenza dei conti pubblici proprio mentre in tutto il mondo si cerca di migliorare la qualità e la comparabilità delle statistiche sui conti pubblici. Colpa anche di procedure di bilancio che hanno privato il Parlamento di qualsiasi ruolo, blindando di fatto la manovra di finanza pubblica. C’è una relazione stretta fra trasparenza e democrazia.
Torniamo sul caso Parmalat spiegando, in risposta a domande dei lettori, perchè un decreto ad-hoc poteva essere evitato.
Mentre la trattativa sulla riforma delle pensioni non sembra procedere, promesse fatte in campagna elettorale vengono al pettine: riesplode il pasticcio delle “pensioni da un milione al mese“. E non sarà l’ultima volta che provoca cocenti delusioni per molti.
Lorenzo Bini Smaghi, dirigente generale del Ministero dell’Economia, interviene nel dibattito sulla decisione dell’Ecofin del 25 novembre scorso, contro cui potrebbe ricorrere la Commissione Europea la prossima settimana.
Secondo il Financial Times, il caso Parmalat rappresenta la più grossa frode contabile (lammanco è di circa lo 0,8 per cento del Pil italiano) nella storia finanziaria europea e non è sorprendente sia avvenuto in Italia piuttosto che in Finlandia. Il Governo è intervenuto con un decreto che stabilisce una procedura accelerata di amministrazione straordinaria, al fine di conservare la posizione di mercato dellimpresa. È un provvedimento opportuno? O piuttosto rafforza limmagine di un paese dove si approvano leggi ad hoc per sanare situazioni di crisi e dove le regole esistono solo per essere disattese? Gli esempi, dal falso in bilancio ai vari condoni, non mancano. Il sistema delle nostre imprese è attrezzato per competere nel mercato globale, dove trasparenza e fiducia degli investitori sono cruciali? Costruire un sistema di regole stringenti e credibili è la prima priorità per il governo della nostra economia. In particolare, è necessario il riordino del sistema di vigilanza e controllo sui mercati finanziari. Verso quale modello di regolamentazione ci si dovrebbe indirizzare? Gli scandali finanziari non sono un’esclusiva italiana. Una modesta proposta per rendere più remunerativa l’onestà.
Auguri di buon anno a tutti. Molti lettori lamentano di non aver ricevuto il nostro regalo di Natale. È un piccolo dono riservato a chi sottoscrive: cè tempo fino al 15 gennaio.
Continua il dibattito sulla riforma previdenziale avviato da staging.lavoce.info. Un intervento di Elsa Fornero sottolinea come la libertà di scelta del momento della pensione, subordinata a un vincolo di equità attuariale, sia di gran lungo preferibile allinnalzamento per legge delletà pensionabile. Nella loro replica alle opinioni fin qui raccolte, Tito Boeri e Agar Brugiavini evidenziano il rischio che il confronto tra Governo e parti sociali possa non partire mai. Perché le alternative al progetto governativo implicano interventi che entrano in vigore fin da subito, senza aspettare il 2008. Riproponiamo ai lettori anche le opinioni di Pierpaolo Baretta (Cisl), Giulio de Caprariis (Confindustria), Beniamino Lapadula (Cgil) e Gabriele Olini (Cisl).
Un interrogativo che angoscia i risparmiatori travolti dalle crisi Argentina, Cirio e Parmalat: è possibile costruire campanelli d’allarme che segnalino un’imminente situazione a rischio? Applicato allArgentina, un sistema di questo tipo avrebbe fatto scattare l’allarme già nel 2000. Funzionerebbe in altre situazioni?
Alla vigilia di Natale si apre — alla buon ora — il confronto fra Governo e sindacati sulla riforma della previdenza. Ma sembra già chiuso. Se il Governo non prevede la possibilità di interventi prima del 2008, più graduali di quelli previsti, non sembrano esserci margini per la trattativa.
E’ Natale, ma non per tutti. Un profilo del disagio economico. Con meno di 7 miliardi di euro potremmo portare tutti al di sopra della linea della povertà relativa.
Per chi subisce gli scioperi selvaggi nei trasporti, una piccola consolazione. Anche senza scioperi non andrebbe molto meglio: un racconto di viaggio di un nostro collaboratore.
Per favore segnalateci se non riuscite a trovare il libro sul primo anno de staging.lavoce.info nelle librerie.
Auguri di Buon Natale a tutti. E un viaggio virtuale che raccomandiamo soprattutto a quegli esponenti politici che pensano che gli immigrati siano venuti a rubare la nostra prosperità: vadano sul sito www.ellisisland.org. Si ricorderanno dei 4 milioni di italiani emigrati negli Stati Uniti quasi cent’anni fa.
Buon Natale Cavaliere
Che tempi cupi, mio buon Cavaliere
Con Costacurta che zappa le zolle
L’Unione ferma alle cento bandiere
E poi lo sgarro che giunge dal Colle
Sono sicuro che nella sua testa
In questo mese aveva pensato
Ad un tripudio, L’Italia s’è desta
E Lei già pronto per il settennato
Fatta l’Europa firmandola a Roma
Presa la Coppa più grande del mondo
Un po’ di boria a sto punto non stona
Si è immaginato un bel girotondo.
Ma quell’Aznar, che è pure un amico,
Ha continuato a scuoter la testa
Con il Polacco scopertosi ardito
Ha rovinato la sua bella festa
Poi son venuti quei morti di fame
Dall’Argentina, pien di livore
i suoi sembravano giovani dame
intimidite a calciare un rigore.
Che settimana piena di sgarri
Ma da concreto uomo del fare
Si era incassato la Legge Gasparri
Era in attivo tra il prendere e il dare.
Per celebrar con Fede il Natale
Non c’è che attendere il rito scontato
Di quella firma presidenziale
Sul suo decreto tanto agognato.
Quando le è giunta l’infausta novella
Che il Presidente non firma la legge
E che si oppone alla Grande Sorella
ha convocato in gran fretta il suo gregge.
Regola d’oro, se perdi rilancia
Devi restare sempre in regia
Quando ha studiato la storia di Francia
Napoleone gli ha dato la via
In fondo è solo così che mi piaccio
Sempre in trincea, proclamo e mi batto
Prendo l’esempio dal Corso di Ajaccio
E mi incorono da me Rete Quattro
Lorenzo Bini Smaghi interviene nel dibattito sulle conseguenze della decisione Ecofin di non sanzionare Francia e Germania per aver superato per tre anni di fila i vincoli di deficit consentiti dal Patto di Stabilità e Crescita. Riproponiamo per i nostri lettori anche i contributi di Innocenzo Cipolletta, Riccardo Faini, Francesco Giavazzi, Daniel Gros e Tommaso Monacelli e la lettera di Vincenzo Visco .
Il governo chiede di formulare proposte alternative alla propria riforma delle pensioni entro il 10 gennaio. Rispondendo all’invito de staging.lavoce.info e alle informazioni offerte da Boeri e Brugiavini, intervengono Pierpaolo Baretta (Cisl), Giulio de Caprariis (Confindustria), Beniamino Lapadula (Cgil) e Gabriele Olini (Cisl).
Si conclude la presidenza italiana con due episodi che indeboliscono le istituzioni europee: lo scontro allEcofin e lo stallo sul progetto di costituzione. La presidenza italiana poteva fare di più? La risposta è sì. Sul Patto di stabilità , se ci si fosse mossi con maggior tempismo, si sarebbero potute prendere in considerazione le proposte della Commissione e del gruppo Sapir che si proponevano di conciliare rigore e flessibilità. Sulla bozza di costituzione, il vertice europeo avrebbe potuto sottolineare lampio consenso che, con leccezione del sistema di voto, esisteva sul progetto della Convenzione. E adesso? Raccogliere i cocci non sarà facile, ma non cè tempo da perdere. Il bilancio della presidenza italiana include anche laccordo sullOpa europea. Desta non poche perplessità.
Il caso Parmalat come emblema delle potenzialità e debolezze del capitalismo italiano.
CGIL, CISL e Confindustria rispondono al nostro invito a discutere di riforme delle pensioni alternative a quella formulate dal Governo. Presto nuove puntate.