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Il Punto

Con il rinnovo del sito, è iniziata la consueta “campagna d’inverno” di sostegno finanziario a staging.lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!

Ricordate la Robin tax di Tremonti, nel 2008? Sfidava la legge di gravità imponendo per legge che la tassa non fosse traslata sugli utenti. Com’era fin troppo ovvio e come avevamo denunciato su questo sito, la tassa è stata fatta pagare agli utenti.
Quasi 4 miliardi di “Monti bond” emessi dal Monte dei Paschi di Siena e sottoscritti dal Tesoro. Domande e risposte su di uno strumento ibrido e poco trasparente imposto dall’invadente presenza della Fondazione nella proprietà. Come si formano le bolle finanziarie? Quando sono pericolose? Come contrastarle? Che ruolo deve avere la politica monetaria? Le riflessioni di un professore di Harvard, membro del board della Fed, sono molto utili.
La promessa della sanatoria edilizia (come quella del condono tombale) è stata buttata da Berlusconi come una bomba fumogena, ma non è nel programma del Pdl. Abbiamo passato in rassegna le piattaforme delle maggiori liste in competizione alla ricerca dei loro programmi per la casa: tra il nulla e lo stantio.
Autovalutazione o valutazione esterna delle scuole italiane? Il regolamento dell’Invalsi è un compromesso tra i due approcci. Gli sono piovute sopra molte critiche e qui il Commissario straordinario dell’Invalsi cerca di confutarle.
Ancora fact checking per capire se le cifre che danno i politici sono vere o false. È la volta delle recenti dichiarazioni di De Magistris, Grillo, Bersani, Salvini e Ingroia.
Continua la pubblicazione della presenza dei politici ai vertici delle fondazioni bancarie.

Beppe Grillo e il consumo di energia

Beppe Grillo,  Euronews, 4 febbraio
“Meno energia, meno materiale meno lavoro, son questi i parametri di politica su cui lavorano paesi come la Germania, i poliltecnici svizzeri. Quindi abbassare a un terzo il consumo di energia: da 6000 Watt – che è il consumo medio europeo – a 2000 Watt”

FALSO

Pierluigi Bersani e Matteo Salvini sulle quote latte

Pierluigi Bersani, Piazza Pulita (la7), 5 febbraio:
“4mld e mezzo sono stati spesi per pagare le multe sulle quote latte. Anche gli agricoltori onesti, che si sono indebitati per comprare le quote (1.8 miliardi spesi), pagheranno le multe come contribuenti”

VERO

Antonio Ingroia e le stime sull’evasione fiscale

Antonio Ingroia, Lo Spoglio (Sky), 23 gennaio:
“Ogni anno lo stato perde a causa dell’evasione fiscale circa 120 miliardi di Euro, a causa della corruzione 40 miliardi e a causa delle mafie altri 100 miliardi.”

Scoperta shock: le tasse sono incostituzionali!

Prendersela con l’ex ministro Giulio Tremonti, soprattutto in campagna elettorale, è quasi come sparare a un bue legato all’albero o, per un pescatore subacqueo, a un polpo di notte: impossibile mancarlo. Ne dice tante in questi giorni e molte al limite della sfrontatezza. Ad esempio che l’Italia è in recessione da sei anni e che la recessione è molto dura. Ci ha messo tanto ad ammetterlo, ma finalmente anche lui se ne è accorto dopo mesi e mesi passati a sostenere che la crisi era in America, non in Italia, quando il Pil da noi calava di 6 punti e negli Stati Uniti di 2.
La boutade dell’ultima ora è che non bisogna tassare la casa perché è incostituzionale dato che la Costituzione tutela il risparmio. Ovviamente se è così, è anche incostituzionale tassare i Bot, i Btp, i conti correnti, i rendimenti azionari e così via – ovvero il risparmio finanziario. Non è risparmio anch’esso? Non va ugualmente tutelato? E perché allora Tremonti stesso, nelle vesti di ministro dell’Economia, istituì l’imposta di bollo sui depositi titoli nella manovra del luglio 2011? Dimenticanza costituzionale per il troppo caldo? Ma, proseguendo il ragionamento, poiché il risparmio altro non è che il reddito meno il consumo, se è incostituzionale tassare il risparmio, sarà anche incostituzionale tassare la sua definizione. Quindi anche le tasse sul reddito (e anche quelle sul consumo?) sono incostituzionali. Rimane solo la tassa sulla spazzatura, ma quella va agli enti locali. E così abbiamo garantito il pareggio di bilancio: zero tasse, zero spese. Potevamo “risparmiarci” di aggiungere un articolo in Costituzione, bastava interpretare bene l’articolo 47.

 

Il Punto

Una ennesima riforma mancata da questo governo. Il varo del nuovo Isee, lo strumento che serve a selezionare chi ha più bisogno di assistenza sociale, rischia di essere vanificato per l’opposizione della Regione Lombardia e dal timore del presidente del Consiglio di scontentare le gerarchie ecclesiastiche. Vediamo cosa prevedeva la bozza di decreto arrivata fino in Consiglio dei ministri, ma poi clamorosamente esclusa dall’ordine del giorno. E le iniquità della proposta della Regione Lombardia.
Tra le boutades in libertà dei politici brilla quella dell’ex ministro Tremonti: tassare la casa è incostituzionale perché va contro la tutela del risparmio. A questa stregua sarebbero incostituzionali tutti i prelievi sulle rendite finanziarie e sui redditi che alimentano il risparmio. Di questo passo si arriva a zero tasse! E zero spesa pubblica.
Quanti voti porta a Berlusconi la promessa shock della restituzione e abolizione dell’Imu? Per abbozzare una previsione, abbiamo analizzato l’impatto dell’analogo annuncio nel 2006 sulla cancellazione dell’Ici. Il guadagno di Forza Italia, all’epoca, potrebbe essere stato più limitato di quanto si creda.
Proseguiamo l’esame -tema per tema- dei programmi elettorali delle principali liste. Cosa dicono sulla politica energetica e la sostenibilità ambientale? Poco, molto poco.
La Cina si appresta a privatizzare le proprie banche per favorire non più soltanto il settore pubblico ma anche le piccole imprese private. Forse potremo imparare qualcosa anche noi che abbiamo lasciato la privatizzazione a metà.

Il Punto

Conti alla mano, la promessa shock di Berlusconi di restituire e cancellare l’Imu sulla prima casa e abolire l’Irap arriverebbe a costarci 60 miliardi in più di tasse sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego, la mancata riforma degli ammortizzatori sociali e la rinuncia agli investimenti. Perché le coperture proposte (fine del finanziamento ai partiti e accordo con la Svizzera) sono risibili e dubbie. Davvero uno shock: mortale; o -meglio- tombale come il condono che incoraggia all’evasione in massa.  Lavoce.info ha cominciato a pubblicare commenti e analisi sull’Imu fin dall’apparire di questa tassa, a fine 2011, nel confronto politico. Abbiamo raccolto gli articoli in un nuovo Dossier.
Dimezzare il Parlamento” sembra una parola d’ordine condivisa da tutti in campagna elettorale. Però la vera anomalia sono gli stipendi d’oro dei parlamentari. Lì c’è da tagliare.
Cosa promettono i programmi elettorali delle principali liste sulle politiche per la crescita delle imprese? Non tutti ne parlano e comunque in termini generici. Nei prossimi giorni esamineremo altri temi nelle piattaforme programmatiche.
Battaglia a colpi di numeri sullo spread Btp-Bund tra Monti, Brunetta e Berlusconi. Un altro fact checking per capire chi li dice veri e chi falsi.
In piena recessione si espande la microeconomia criminale: usura, furti in abitazioni, furti con destrezza, scippi. La crisi non solo induce a delinquere di più, ma rafforza anche la domanda di beni rubati.

Alcune precisazioni sullo spread

La febbre dello spread ha abbandonato i mercati (per il momento), ma non la politica. Non è un caso quindi che il nostro esercizio di fact-checking abbia suscitato polemiche e sia stato criticato, soprattutto su Twitter.

Pregi e difetti dell’Imu

Privi di idee, i politici in campagna elettorale se la prendono con l’Imu. È un’imposta persino più impopolare di tante altre tasse, ma fondamentale per la finanza locale. Bisogna solo renderla più equa. Qui sono raccolti gli articoli sul tema de staging.lavoce.info da fine 2011 a oggi.

Lo spread secondo Monti, Brunetta e Berlusconi

 a cura di Luca Riva (gruppo Checkmate) e in collaborazione con Link Tank

Abbiamo analizzato alcune affermazioni su spread, debito pubblico e dintorni utilizzando i dati Banca d’Italia sui risultati dei collocamenti dal 2008 a oggi.

Mario Monti, Lo Spoglio (SkyTg24), mercoledì 16 gennaio:
“Con 100 punti di spread in meno si avrà un risparmio di 20 miliardi a regime”

VERO

L’affermazione è difficile da verificare, perché di per sé lo “spread” – per esempio tra BTP italiani a 10 anni e Bund tedeschi di egual scadenza – non ha un costo definito: dato che lo spread è la differenza tra i rendimenti dei due titoli, il suo valore può aumentare sia che il rendimento sul Bund tedesco scenda più rapidamente di quello sul BTP italiano sia che quest’ultimo aumenti più velocemente.
Di conseguenza basta sostituire la parola “spread” con “rendimento” e ri-analizzare l’affermazione di Monti: il debito pubblico italiano in circolazione ammonta a 2.020,67 miliardi di euro (1), quindi se ipoteticamente potesse essere tutto rifinanziato con un rendimento dell’1% inferiore a quello effettivo si avrebbe un risparmio di 20,20 miliardi di euro. Chiaramente questa semplice previsione suppone che il livello del debito “a regime” si mantenga sui livelli attuali, mentre gli impegni europei – Fiscal Compact in primis – prevedono una riduzione significativa nell’arco dei prossimi decenni. Infine, ulteriori risparmi o aggravi di spesa possono essere causati da una modificazione della composizione del debito (durata dei titoli, emissioni a tasso fisso o variabile), parametri che sono significativamente cambiati negli ultimi vent’anni  come si può vedere dal grafico (2).

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Puntualizzazione: abbiamo tralasciato, per semplicità, il fatto che non tutto il debito pubblico italiano è finanziato tramite titoli emessi nelle aste competitive (i noti BOT, CTZ, BTP, CCT, indicizzati e non). Ad essere precisi, una parte non trascurabile (circa 434 miliardi di euro, pari a circa un quinto del totale) è finanziata con altri strumenti, tra cui prestiti, depositi, monete circolanti e obbligazioni di enti controllati dall’Amministrazione centrale che le regole europee fanno ricadere nel computo del debito pubblico. Alla luce di questo scarto, il beneficio del rifinanziamento complessivo del debito pubblico esistente con un rendimento di 100 punti base inferiore a quello effettivo diventa di 15,85 miliardi, inferiore di un quarto rispetto a quanto dichiarato dal Sen. Monti. In ogni caso, ci preme ribadire come un simile conteggio sia poco significativo, in quanto è difficile credere che il livello del debito pubblico si mantenga sui livelli attuali per un tempo sufficiente al suo completo rinnovo.

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