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Il Punto

Dopo aver rischiato di tornare alle urne con il Porcellum dobbiamo cambiare la legge elettorale anche prima di superare il bicameralismo perfetto. Ci vuole un sistema che offra più stabilità e migliore qualità degli eletti. Il maggioritario a due turni sembra essere più adatto del proporzionale, anche alla luce della polarizzazione degli schieramenti.
C’è chi sostiene che la disoccupazione giovanile sia un problema statistico e ne dà colpa all’Europa. Meglio chiedersi perché da noi è al 40 per cento mentre in Austria e Germania al 10. E perché è quasi quattro volte la disoccupazione per gli altri gruppi di età? Anche questa colpa dell’Europa?
La tragedia dei migranti morti o dispersi nel Canale di Sicilia (almeno 6.700 in dieci anni) ci impone di rivedere la Bossi-Fini, una legge ipocrita che permette solo arrivi illegali dai paesi poveri, esponendo chi vuole venire a lavorare da noi al ricatto degli scafisti.
Si riunisce il Cda di Alitalia alla ricerca di aiuti. Speriamo che a nessuno venga in mente di ripetere un ennesimo “salvataggio” ai danni dei contribuenti. I banchieri facciano i banchieri. E i politici non si mettano di mezzo. Con l’uscita di Cucchiani dal vertice di Intesa-Sanpaolo, bene abbandonare il sistema duale di governance. Basato su consiglio di gestione e di sorveglianza, moltiplica le poltrone accontentando soprattutto le fondazioni.
Il capitale civico (sistema di rapporti di fiducia nella società) influenza i risultati economici di ogni paese. Perciò anche di qui ha origine lo squilibrio macroeconomico nell’Eurozona.

Migranti: quanti nel cimitero del Mediterraneo?

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Il Punto

La crisi politica aperta da Berlusconi per evitare che si perfezionasse la condanna per i gravi reati economici di cui è stato ritenuto colpevole in terzo grado espone il Paese a grandi rischi. Potrebbero esserci un ulteriore downgrading del debito pubblico e un intervento della cosiddetta troika, senza avere un governo in grado di prendersi impegni perché dimissionario. Il costo del servizio del debito potrebbe bruscamente impennarsi. L’allarme lanciato da tutta la redazione de staging.lavoce.info.
Quel che succede oggi a Telecom Italia, conquistata dalla spagnola Telefonica, è la conseguenza di quattro passaggi avvenuti nel 1997 (privatizzazione), ’99 (Opa di Colaninno e soci), 2001 (controllo a Tronchetti Provera), 2007 (controllo a Telco). Ripercorriamo in un nuovo Dossier questa storia poco rispettosa delle buone pratiche del mercato.
Circolano numeri allarmistici sugli effetti dell’aumento dell’Iva dal 21 per cento al 22. Vediamo quali sono i numeri veri. Un aggravio di spesa per tutte le famiglie -e non c’è da essere allegri- ma lontano dalla micidiale stangata prefigurata da associazioni di consumatori e sparata nei titoli dei giornali.
È un vero allarme sociale la diffusione del gioco d’azzardo. Da cui lo stato incassa 8 miliardi all’anno. Ci vuole una seria regolamentazione.
Si è rivelato un totale flop il fondo per aiutare i giovani ad acquistare la casa con un mutuo. E il decreto legge di quest’anno che lo rifinanzia e ne vorrebbe allargare l’utilizzo non promette una vera svolta. Perché le regole di accesso sono troppo strette e rigide.

Perché la “scuola per avvocati” non può funzionare

Telecom, una triste storia di capitalismo italiano

Sono in molti a stupirsi del passaggio di Telecom Italia sotto il controllo di Teléfonica. Ma i fatti di oggi sono la conseguenza di quattro passaggi chiave avvenuti tra il 1997 e il 2007.  Ripercorriamo le tappe di una storia in cui sono condensati tutti i vizi del capitalismo privato italiano.

Il Punto

Quanto può recuperare lo stato dalle pensioni d’oro senza fare una sorta di esproprio proletario? Nelle dichiarazioni dei politici e sui giornali i numeri ballano e si parla di svariati miliardi di euro. In realtà le simulazioni mostrano che il gettito di interventi del genere, sarebbe abbastanza limitato. Restano però le ragioni di equità attuariale e tra generazioni per realizzare un intervento selettivo.
Cosa potrebbe fare Telefonica di Telecom Italia? Dalla proprietà spagnola possiamo aspettarci che mandi in soffitta il progetto di scorporo della rete. E che non abbia intenzione e interesse a finanziare la banda larga di cui il nostro paese ha bisogno.
Negli Stati Uniti un corso di Giurisprudenza dura tre anni. E c’è chi lo vuole accorciare a due. Perché non fare un triennio anche in Italia? Ci sarebbero vari vantaggi e qualche rischio (più avvocati, più litigiosità). Apriamo il confronto.
Tanto nella Fed quanto nella Bce sono emerse voci contrarie al mantenimento di politiche monetarie accomodanti. Ma oggi la priorità è l’occupazione e non l’inflazione. Come mostra il “misery index”.
Un nuovo ingresso in redazione: Massimo Baldini, che i lettori de staging.lavoce.info già conoscono attraverso numerosi suoi interventi. A Massimo, che ci darà un contributo originale e di alto livello soprattutto nell’area delle politiche tributarie e di finanza pubblica, un caloroso benvenuto.

Il Punto

Ottimista e rassicurante la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2013 del Governo. Per l’anno prossimo la crescita italiana è stimata all’1 per cento e via aumentando sino all’1,9 per cento nel 2017. Vorremmo crederci. Ma senza riforme incisive non convinceremo gli investitori esteri a continuare a comprare il nostro debito pubblico. Il Governo Letta vuole attrarre capitali esteri e lancia il programma Destinazione Italia. Ne avremmo un gran bisogno, soprattutto nei settori ad alto contenuto tecnologico e scientifico. Perché gli stranieri investano da noi, però, è indispensabile un contesto di stabilità, sicurezza, basse tariffe, certezza del diritto, meno burocrazia.
Che la Tav Torino-Lione sia un progetto più che discutibile è certo. Eppure gli organi democratici del paese l’hanno ripetutamente confermato e opporvisi con sabotaggi e guerriglia è puro terrorismo. Sembra un film già visto negli anni ’70.
A dieci anni dalla scomparsa di Franco Modigliani, Nobel per l’economia nel 1985, il ricordo di un amico.

La mia proposta per la maturità: alcune precisazioni

Ringrazio i lettori per i commenti fatti, nel complesso sono incoraggianti, con qualche eccezione, dovuta forse alla mia incompleta spiegazione della proposta.

Non morire di Tav

Sembra incredibile che il cocciuto rifiuto di una decisione politica legittima, ancorché sbagliata, possa spingere qualcuno ad agire come la mafia (bruciando i “mezzi di produzione” delle imprese), a mettere in pericolo la sicurezza dei lavoratori, costringendo alla mobilitazione di centinaia di agenti di polizia e addirittura a resuscitare le velleità “egemoniche” delle (nuove?) brigate rosse (basta una imbarazzata presa di distanza ex post?). Eppure è accaduto in Val di Susa, per la tormentata e tormentosa TAV.

Chiarimenti sul taglio alle energie rinnovabili

I commenti ricevuti sono tanti, vari ed anche assai interessanti.

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