Le accuse alla Rai sono sempre le stesse da decenni: politicizzazione, cattiva amministrazione, sprechi, raccomandazioni. Bisogna andare oltre queste critiche qualitative. Ecco perché la Rai deve dimagrire. E di ben più di 150 milioni.
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Le decisioni della Banca centrale europea serviranno a sostenere la debole ripresa dell’Eurozona, ma sono tutt’altro che risolutive. Manca ancora una vera politica di Quantitative easing: l’acquisto diretto di attività finanziarie sul mercato per immettere liquidità in settori dell’economia diversi dalle banche, come investitori istituzionali e imprese non finanziarie.
Alitalia: i contribuenti non hanno ancora finito di pagare i conti dei capitani coraggiosi.
Dietro al braccio di ferro per la nomina del nuovo presidente della Commissione europea c’è la battaglia del Parlamento di Strasburgo per l’allargamento dei propri poteri. Con qualche forzatura istituzionale, come se ne sono già viste nella storia.
Un Parlamento molto cambiato è uscito dal voto europeo. Populisti ed euroscettici hanno conquistato seggi come non mai. E alcune regole e prassi (come la scelta del presidente della Commissione) vengono messe in discussione.
Mentre il Governo s’impegna a rafforzare i poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, bene che nella lotta al malaffare sia impegnata in prima persona anche l’Autorità antitrust, perché la collusione negli appalti che distorce i meccanismi di mercato si accompagna spesso alla corruzione di dirigenti o amministratori pubblici. Vediamo cosa fa e cosa può fare.
Mentre il Governo s’impegna a rafforzare i poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, bene che nella lotta al malaffare sia impegnata in prima persona anche l’Autorità antitrust, perché la collusione negli appalti che distorce i meccanismi di mercato si accompagna spesso alla corruzione di dirigenti o amministratori pubblici. Vediamo cosa fa e cosa può fare.

Per una Stanford europea
Di Giovanni Azzone e Andrea Sironi
il 04/06/2014
in Commenti e repliche
Milano ha le carte in regola per diventare il centro di una Silicon Valley europea? Servirebbe uno sforzo congiunto di atenei, istituzioni e società civile. L’opinione dei rettori del Politecnico e della Bocconi.
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