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Categoria: Il Punto Pagina 150 di 151

sommario 6 agosto 2003

Serve la politica economica? Comparando i Documenti di programmazione economico-finanziaria degli ultimi tre anni viene da pensare che il Governo abbia sempre meno fiducia nella capacità delle proprie politiche di sollevare il tasso di crescita dell’economia sopra il tendenziale. Oppure che abbia rinunciato a qualsiasi azione riformatrice. E quelle poche riforme di cui ancora si parla in settori chiave quali l’istruzione e la sanità potrebbero avere molti effetti indesiderabili.

sommario 29 luglio 2003

La ripresa dei corsi azionari e la felice cessione della ETI spingeranno finalmente questo Governo a riprendere il cammino di privatizzazioni e liberalizzazioni avviato nella precedente legislatura? Anche su questo aspetto il Documento di programmazione economico-finanziaria è reticente.
Una proposta per rendere più efficiente il controllo antitrust degli operatori con posizione dominante nel settore delle telecomunicazioni.
Uno studio recente trova nuove ragioni per separare attività di vigilanza bancaria e politica monetaria.
Milioni di italiani in viaggio per godersi meritate vacanze. Il nuovo codice della strada, assieme a provvedimenti preventivi molto utili, prevede l’abolizione della corsia per i veicoli lenti. Ma le simulazioni sugli effetti di questa misura sono tutt’altro che incoraggianti.

Nel mese di agosto staging.lavoce.info uscirà con un solo aggiornamento alla settimana, il mercoledì. E che nessuno si illuda: terremo gli occhi ben aperti. Anche sott’acqua. A tutti i lettori auguri di buone vacanze.

sommario 24 luglio 2003

In occasione del decennale degli accordi del luglio 1993 molti interventi commemorativi, poche riflessioni sul modello contrattuale oggi più adatto per il nostro paese. Riportiamo tre riletture del Patto da parte di autorevoli interpreti delle relazioni industriali in Italia. Hanno tutte il pregio di guardare in avanti e di prendere posizione, anche se non sempre con opinioni fra di loro convergenti. Vi è chi è a favore del rafforzamento della contrattazione decentrata, chi sostiene invece che “la nuova concertazione” dell’era Euro deve guardare all’Europa e, infine, chi ritiene che si deve mantenere e rafforzare il sistema a due stadi, nazionale e aziendale. Una segnalazione su cosa significa decentrare la contrattazione. E una rassegna stampa per capire cos’è successo alla IG Metall.
Torniamo sulla tutela dei risparmiatori alla vigilia delle assemblee Cirio e di una nuova riunione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio. Con una proposta: perchè non imporre agli investitori istituzionali di non cedere i bond acquistati su mercati non regolamentati almeno per un anno?

sommario 22 luglio 2003

Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2004-7 approda in Parlamento.  Manca di tutto: contenuti e trasparenza. Non c’è l’arrosto. Per fortuna questa volta non c’è neanche il fumo. Non serve a capire nè lo stato di attuazione dei programmi di governo, nè gli impegni e i programmi futuri.  Insomma un documento inutile.  Ma non è affatto inutile avere un Dpef: serve a tenere separato il momento della fissazione dell’obiettivo sul disavanzo da quello in cui si definiscono gli interventi concreti (la Finanziaria). Servirebbe il Dpef anche a tracciare un bilancio dell’azione di governo e a stabilire i rapporti di finanza con le amministrazioni locali.
Il peggioramento del disavanzo commerciale degli Stati Uniti e l’apprezzamento dell’euro danno nuovo impulso alle lobby che chiedono misure protezionistiche da una parte e dall’altra dell’Atlantico.  Peccato che trovino sponda nelle dichiarazioni del nostro Ministro dell’Economia, secondo cui la globalizzazione è responsabile del declino economico dell’Italia.  Il protezionismo ci condannerebbe davvero al declino industriale, imponendoci una specializzazione produttiva troppo simile a quella dei paesi emergenti e, quindi, non in grado di reggere la loro competizione.

sommario 17 luglio 2003

Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2004-7 si segnala più per le cose che non dice, che per quelle che dice. Fra i grandi assenti le pensioni, di cui tanto avevano parlato i Ministri recentemente. Il Governo ha perso un’importante occasione per rassicurare i cittadini su ciò che intende fare. Il silenzio alimenta solo l’incertezza, peggiore nemica di investimenti e consumi. Parliamo allora noi di pensioni. Contestando il modo con cui autorevoli commentatori ignorano i costi di stare in mezzo al guado, con l’acqua alla cintola. Settant’anni per introdurre il sistema contributivo sono davvero troppi. Un costo insopportabile per il bilancio pubblico e le giovani generazioni. Non servirà nemmeno ad acquisire consenso per le riforme. Al contrario, aspettando sarà politicamente più difficile completare le riforme.

sommario 15 luglio 2003

Le due facce della globalizzazione: da una parte, vuol dire maggiore incertezza sulla durata del proprio lavoro; dall’altra è sinonimo di opportunità di formazione e avanzamento di carriera. Studi recenti su di un campione di imprese indiane svelano che questo secondo effetto potrebbe essere molto rilevante. Mentre chi soffre davvero è chi — come in Mozambico — rimane ai margini della globalizzazione.

Il Ministro Bossi sostiene che gli immigrati non servano a nulla. Non la pensano così i cittadini della Padania. A Brescia, in 9 casi su 10, gli immigrati svolgono mansioni che nessun residente sembra più intenzionato a svolgere. Inauguriamo la rubrica “Pro e contro” con un confronto sull’accesso al welfare da parte degli immigrati. Sullo sfondo l’allargamento a Est dell’Unione Europea

sommario 11 luglio 2003

Si ritiene spesso che il Documento di programmazione economica e finanziaria sia un documento inutile. E in questi giorni di continui rinvii circa la data in cui verrà reso pubblico, sono molte le voci che propongono un “Dpef leggero”. Ma forse mai come in questo momento potrebbe essere utile al Governo un “Dpef pesante”. E’ in forte ritardo nell’attuazione degli obiettivi del suo programma, in particolare di quelli sottoscritti nel “Contratto con gli italiani”. Ci vorranno scelte difficili se si vogliono onorare gli impegni. Il Dpef dovrà dire quali scelte si intendono compiere vincolando al loro rispetto la coalizione di Governo nel suo complesso. Altrimenti meglio dire subito a quali parti del programma si intende rinunciare.

sommario 8 luglio 2003

La normativa sul diritto fallimentare disincentiva la crescita delle imprese.  Ma la Commissione Trevisanato, incaricata di elaborare un disegno di legge di riforma della materia, non riesce a trovare un accordo.  Le divisioni riguardano scelte politiche: giusto perciò che il Governo se ne faccia carico.
A pochi anni dalla riforma dell’università, il Governo sembra intenzionato a rivedere  il sistema di allocazione dei fondi alle diversi sedi.  Ma senza aprire un pubblico confronto.  staging.lavoce.info rende pubblico il testo dell’emendamento preparato dal Ministro Moratti.
La General Motors ha appena effettuato una massiccia emissione obbligazionaria, accolta favorevolmente dai mercati.  Ma questa positiva accoglienza non sembra giustificata dai fondamentali della società. 

sommario 3 luglio 2003

staging.lavoce.info compie un anno. Lasciamo agli altri giudicare questa nostra iniziativa. A nostro avviso, le ragioni per cui esistiamo sono diventate più cogenti negli ultimi 12 mesi. A partire dalla concentrazione mediatica e dal clima di sospetto che circonda l’informazione in Italia. Soprattutto quella economica. Segnaliamo, a proposito di concorrenza televisiva, che sarà molto difficile completare entro il 2006 il passaggio al digitale, così come ipotizzato dal disegno di legge Gasparri in discussione al Senato.
Maggiore trasparenza è richiesta anche nei mercati finanziari europei. Un parere illustre ci spiega la necessità di un accordo a livello comunitario. E ci rivolge tanti auguri, che giriamo prontamente ai nostri lettori.

sommario 1 luglio 2003

Si inaugura la Presidenza Italiana dell’Unione Europea. Il Governo ha da tempo caldeggiato la proposta di escludere la spesa per ricerca dal computo del deficit pubblico, ai fini del rispetto del Patto di Stabilità e Crescita. Sarebbe però forse più opportuno finanziare a livello europeo i programmi di ricerca di base, perchè questi generano effetti positivi su tutti i paesi dell’Unione. La Convenzione e la parziale riforma della politica agricola completata in questi giorni offrono spazio per una gestione di questi beni pubblici a livello comunitario. In Italia, i problemi della ricerca vanno risolti non tanto destinando più risorse pubbliche alla ricerca e sviluppo, quanto incoraggiando l’accumulazione di capitale umano. Formazione e riforma dell’università sono due componenti chiave di una strategia per superare un modello di specializzazione sempre più vulnerabile. Non guasterebbe poi la rinuncia a tentazioni colbertiste che poco farebbero se non proteggere le imprese che operano in settori tradizionali, lontani dalla frontiera tecnologica. Occorre anche migliorare l’utilizzo delle risorse esistenti: molte imprese non ricorrono ai finanziamenti pubblici disponibili, perchè scoraggiate dagli oneri burocratici. Per la ricerca universitaria, che deve essere in primo luogo “ricerca pura” e non applicata, occore invece utilizzare al meglio le risorse scarse  puntando sulla formazione di “centri di eccellenza”.

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