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Il condono permanente

La programmazione fiscale triennale è rivolta alla stragrande maggioranza delle imprese e alla quasi totalità dei professionisti. Ne beneficeranno soprattutto i soggetti con attività in crescita, in particolare le società di capitali. Una evidente disparità di trattamento rispetto agli altri tipi di reddito, tenuti al pagamento integrale delle imposte sulla base delle aliquote ordinarie. Il provvedimento non consente alcun concreto recupero strutturale delle basi imponibili evase. Ma sottrae risorse alle Regioni, perché comporta una perdita di gettito Irap.

Evadere il fisco non merita indulgenze

Recenti stime dicono che in Italia una quota tra il 27 e il 48 per cento del Pil ufficiale viene nascosta al fisco. Per la sottodichiarazione del fatturato e per l’impiego di lavoro irregolare. Ma tra autonomi e dipendenti, la percentuale di reddito non dichiarato è molto alta nei livelli più bassi e decrescente al crescere del reddito. Non per questo l’evasione va guardata con indulgenza. Per tutelare i lavoratori a basso reddito è meglio pensare a nuove politiche del lavoro e a un nuovo welfare. Oltre a eliminare le condizioni che portano al sommerso.

Evasione al chiaro di luna

Nel Mezzogiorno la fiscalità agevolata non sembra aver favorito l’emersione di impresa. Il fenomeno si spiega ricorrendo alla definizione di impresa moonlighting, che utilizza la medesima capacità produttiva per produrre beni regolarmente fatturati e dichiarati al fisco e beni che invece vengono sottratti all’imposizione fiscale. In questi casi, l’erogazione di incentivi fiscali per gli investimenti o per la produzione può dar luogo a effetti perversi. E un condono spinge le imprese irregolari a emergere solo parzialmente, per approfittare delle agevolazioni.

Due domande sul condono di Berlusconi

La presentazione della dichiarazione integrativa da parte del contribuente Silvio Berlusconi è avvenuta prima o dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati per falso in bilancio e frode fiscale? Se fosse stata presentata quando Berlusconi era già nella condizione di indagato, non avrebbe potuto beneficiare della sanatoria fiscale, e quindi impedire il successivo esercizio dell’azione di accertamento tributario, senza una modifica legislativa introdotta nel febbraio 2003. Il secondo quesito è se la dichiarazione è stata fatta in forma anonima.

Per un pugno di antivirali

In meno di una settimana dal suo arrivo in Turchia, il virus A(H5N1) ha contagiato 15 persone, uccidendone 2, e infettato un numero impressionante di volatili in 18 aree geograficamente distanti tra loro. Questa particolare aggressività del virus dell’influenza aviaria preoccupa gli scienziati e impone di riconsiderare le stime sui tempi di diffusione del contagio. Inoltre ci si dovrebbe chiedere se le misure adottate dalla Roche, raddoppio della produzione e accordi di sub-licenza firmati nello scorso dicembre, siano sufficienti a garantire quantità adeguate di Tamiflu da utilizzare nella cura e nella profilassi dell’influenza aviaria, almeno fino a che non risulti disponibile un vaccino efficace, o se invece non permangano quelle strozzature nell’offerta, più volte segnalate, che richiederebbero misure ben più incisive e tempestive.

Nuove regole per le Opa

Restano pochi mesi per recepire la direttiva europea sulle offerte pubbliche di acquisto. Se in altri paesi l’orientamento dei Governi è già chiaro e raggiunto attraverso un dibattito ampio, da noi del processo di recepimento si sa molto poco. Sembra però che il filo conduttore sarà “il ricorso a un’ampia autonomia statutaria”. Gli statuti delle società potrebbero derogare alle disposizioni sull’autorizzazione assembleare per le misure difensive oppure introdurre regole di reciprocità. Il rischio è di avere assetti ancora meno contendibili di quelli attuali.

L’occupazione dopo la legge Biagi

La legge Biagi ha modificato gran parte della legislazione sul lavoro. Ora si pone la questione se alla mera regolazione delle diverse fattispecie contrattuali, non debba affiancarsi un intervento di riordino delle aliquote contributive, la chiave per contrastare la cosiddetta “fuga dal rapporto di lavoro standard”. La stessa discrasia tra contratti a termine e a tempo indeterminato potrebbe ridursi immaginando meccanismi d’indennizzo monetario per l’interruzione del rapporto di lavoro. Forse è arrivato il momento di pensare al sempre rinviato Statuto dei lavori.

Luci e ombre della borsa continua del lavoro

La borsa continua nazionale del lavoro è uno strumento di trasparenza dell’intero mercato. Sfruttando le tecnologie informatiche, dovrebbe ridurre al minimo le asimmetrie informative Mancano però informazioni puntuali sui volumi di transazioni che passano per il sistema, perché non è stato predisposto, almeno a livello nazionale, un sistema di monitoraggio. E restano inattuate le funzionalità che consentirebbero di raccordarsi con l’attività dei servizi pubblici per l’impiego e che potrebbero attrarre anche gli altri intermediari e i datori di lavoro.

Quanto lavorano gli italiani

La tesi che gli orari dei dipendenti italiani siano inferiori a quelli dei loro concorrenti europei non ha sostegno empirico. Il vantaggio italiano si riduce però sensibilmente se si considera l’impegno lavorativo sul complesso dalla popolazione in età di lavoro. La causa è il basso tasso di occupazione, soprattutto femminile Tuttavia, il valore resta superiore alla media dell’Unione Europea a 15 ed è analogo a quello dell’Olanda. Per accrescere l’impegno degli italiani nel mercato dei beni e dei servizi, non serve ridurre le ferie, ma si devono aumentare i posti di lavoro.

Standard minimi e nuove tipologie contrattuali

Dopo le riforme degli ultimi anni, il mercato del lavoro italiano è un sistema estremamente complesso, che prevede scarsi contributi previdenziali per i lavoratori più giovani, per i quali è oltretutto assai difficile il passaggio a contratti a tempo indeterminato. Occorre correggere questa situazione, con pochi interventi ben congegnati e a costo zero. Come fissare un salario minimo e un contributo previdenziale uniforme per tutto il mercato del lavoro, aumentare considerevolmente il periodo di prova e ridurre la lunghezza massima del contratto a tempo determinato.

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