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Autostrade – Abertis: non s’ha da fare?

Il governo italiano proibisce la fusione fra Autostrade e Abertis. Cosa ne dirà la Commissione Europea? E non era meglio regolare il mercato anzichè interferire negli accordi fra aziende private? Riproponiamo ai lettori gli interventi di Xavier Vives, Andrea Boitani con Carlo Scarpa e Francesco Coco con Marco Ponti su questo tema.

La felicità secondo gli economisti

Elemento decisivo per la definizione della politica economica è l’identificazione corretta di ciò che rende felici i cittadini. In mancanza di osservazioni empiriche affidabili, gli economisti hanno per lungo tempo definito a priori le preferenze degli individui sulla base di una propria visione antropologica. Ora, i dati empirici esistono e danno alcuni risultati costanti per periodi e paesi diversi. Si ripropone, però  l’antica discussione sull’utilizzo di criteri oggettivi o soggettivi di benessere. Risolvibile con la definizione di indicatori misti.

L’economia dell’indulto

L’estensione dell’indulto ai reati economici non è soltanto un provvedimento inutile per l’alleggerimento del carico giudiziario e penitenziario. Unito alla disciplina del falso in bilancio, porterà a un azzeramento del controllo penale sulla veridicità e trasparenza dell’informazione societaria. Da’ una mano a chi sostiene il ricorso a un sistema di sanzioni di natura esclusivamente civile e amministrativa. Mentre diritto e giustizia penale sono oggi l’unico baluardo contro le forme di criminalità economica a danno dei risparmiatori e del mercato.

La Borsa delle alleanze

Il processo di consolidamento delle Borse ha subito un’improvvisa accelerazione. Perché ciascun attore sta cercando di creare il “polo d’attrazione” vincente, attraverso la costituzione di una Borsa transatlantica. Borsa Italiana punta a promuovere una federazione allargata, che non escluda gli americani e raggruppi quelle maggiori dell’area-euro. Ma il compito più impegnativo spetta alle autorità di vigilanza e di tutela della concorrenza. Che devono riuscire a far arrivare almeno parte degli eventuali benefici agli utilizzatori. E non è un obiettivo banale.

La macchia d’olio

Gli abusi di mercato, per la loro pervasività, sono capaci di “inquinare” i mercati finanziari, minandone i meccanismi di funzionamento. Lo ha ben colto l’autorità giudiziaria. Altrettanto non si può dire della Consob, che sembra quasi timorosa di esercitare i suoi poteri. Soprattutto quando gli abusi nascono da comportamenti plurioffensivi, ovvero che hanno altri moventi, come il falso in bilancio. O nel perseguire l’ostacolo alle sue funzioni di vigilanza, come nel caso di una rappresentazione falsa o incompleta di fatti che incidono sulla formazione del prezzo.

Una Consip per la finanza locale

Cresce il ricorso al mercato degli enti locali, anche per compensare i minori finanziamenti statali. Finora, le amministrazioni si sono avventurate sui mercati nazionali e internazionali in ordine sparso, ricavandone alti costi dei finanziamenti e pericoli da non sottovalutare. Si potrebbe invece costituire, sull’esempio della Consip, un’agenzia cui gli enti locali siano tenuti a chiedere consulenza e valutazione del rischio. Non è un ritorno alla centralizzazione. E’ un modo per impedire focolai di sofferenza finanziaria nel settore pubblico.

La difficile legge sul prospetto

Anche l’Italia sta per recepire la direttiva europea sul “prospetto informativo”. Cruciale soprattutto per le società quotate o quotande. La prima questione è la leggibilità: la legge dovrebbe stabilire un format più comprensibile dai risparmiatori rispetto a quello attuale. Altrettanto importante definire tempi e contenuti dello scrutinio di Cosob, oggi costretta a un lavoro di controllo che va al di là delle sue competenze. Infine, dubbi sulla figura del responsabile del collocamento, prevista dalla delega, ma che non ha corrispettivi in Europa.

Per un conflitto più tollerante

Il decreto del ministro Bersani contiene misure controverse per tante categorie (tassisti, farmacisti, avvocati, membri di commissioni ministeriali). In ogni caso, i contrasti – anche accesi – non possono ingenerare episodi di intimidazione, come quello di cui i tassisti milanesi – senza alcuna voce critica da parte dei loro rappresentanti di categoria – hanno fatto oggetto Francesco Giavazzi. Nei giorni scorsi, intimidazioni più felpate ma dello stesso segno sono state destinate dagli avvocati a Pietro Ichino. A entrambi la nostra piena solidarietà.

Per la neutralità della rete

L’Italia non può permettersi freni alla crescita e all’innovazione. Una considerazione che vale tanto più per le telecomunicazioni e in particolare per lo sviluppo di Internet. E che dovrebbe concretizzarsi in specifiche prese di posizione per una sempre più decisa salvaguardia della libertà della rete. Che passa attraverso la sua neutralità. Senza di questa, un provider di banda larga potrebbe decidere di imporre alcuni servizi e discriminarne o rallentarne altri. E la non neutralità avrebbe riflessi anche sull’evoluzione della convergenza multimediale.

Lezioni da un processo

Non servono nuovi controlli nel calcio, che sotto questo profilo rischia la saturazione. Si devono invece disinnescare i tanti incentivi alla collusione che restano anche dopo la sentenza della corte federale. Bene allora il ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti televisivi e un ripensamento del settore dei procuratori sportivi. Ma si dovrà anche riformare la Lega e il meccanismo di designazione degli arbitri. Oltre a metter mano all’impianto della giustizia sportiva.

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