L’assunzione ope legis di 150mila precari è forse il prezzo che il Governo ha dovuto pagare per introdurre importanti novità nel mondo della scuola. Come gli aumenti retributivi legati al merito individuale dei docenti. Resta però da capire quale sarà la reale autonomia degli istituti.
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La disoccupazione giovanile in Italia è su livelli altissimi. Se la politica non riesce a trovare soluzioni strutturali, i singoli possono cercare di dotarsi dei requisiti considerati desiderabili sul mercato del lavoro. Ma come? Un aiuto dalle proiezioni sui lavori più richiesti tra dieci anni.
Il taglio dei tassi non è la misura più significativa presa dalla Banca centrale europea. Più importante è l’acquisto di asset backed securities e di covered bonds, che aumenterà la dimensione del bilancio Bce. Speriamo che questo sia un passo decisivo verso il quantitative easing.
Nella discussione estiva sull’articolo 18 si è intravisto un cambio di passo culturale e sono emerse alcune indicazioni importanti per riaprire la strada della democrazia industriale nel nostro paese. Esiste già una legge delega in materia. Bisogna solo applicarla.
La maggiore facilità di instaurare rapporti di lavoro a tempo determinato prevista dal decreto Poletti porterà a un aumento della precarietà? Il dato da guardare è quello delle trasformazioni in contratti a tempo indeterminato, che finora in Italia è rimasto alto. Gli incentivi che servono.
La stagnazione dell’Eurozona richiede un’azione politica coordinata tra gli Stati. Tra gli interventi chiave, significativo taglio delle tasse, estensione degli obiettivi di disavanzo di bilancio ed emissione di debito pubblico a lungo termine, acquistato dalla Bce, senza sterilizzazione.
Un’indagine dell’Ocse sull’educazione finanziaria dice che i giovani italiani non hanno le conoscenze sufficienti per compiere le scelte rilevanti per il loro benessere economico. Che diventano sempre più complesse e importanti. Cosa fare per avvicinarci agli standard internazionali?
I ragazzi italiani si classificano al penultimo posto nell’indagine Pisa-Ocse sulle competenze economico-finanziarie. Anche i dati per Regione non sono confortanti: le due che ottengono i risultati migliori arrivano appena alla media europea. Perché è una situazione difficile da modificare.
Gli investimenti in infrastrutture pubbliche sono un banco di prova importante per il Governo. Che, dalle prime mosse, non sembra aver “cambiato verso”. Occorrono strategie di programmazione e valutazioni che dimostrino quanto i benefici sono superiori ai costi.
La linea tedesca continua a dominare in Europa: ognuno faccia i compiti a casa e rispetti i vincoli di finanza pubblica. Anche Renzi si sta adeguando, al di là degli annunci. Nessuna iniziativa sul coordinamento delle politiche fiscali, e tantomeno sulla governance europea