Gli strumenti di democrazia diretta che M5S vuole introdurre a Roma sono compatibili con quanto prevede il Testo unico degli enti locali. E la possibilità di sperimentare su base locale nuove politiche pubbliche è uno dei vantaggi del federalismo.
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Mario Draghi ha elencato tre condizioni per rialzare i tassi di interesse. Nessuna delle quali sembra prossima a realizzarsi in Europa. Perché la Banca centrale europea è sola nell’affrontare la lunga crisi, ancora e sempre orfana della politica fiscale.
Nella vicenda delle importazioni in Ue di carne contenente ormoni e dei conseguenti dazi compensativi imposti dagli Usa, i torti e le ragioni non sono così definiti come appaiono a prima vista. E anche le conseguenze non sono facili da calcolare.
Con un ordine esecutivo Trump inizia a smantellare il contributo Usa alla lotta ai cambiamenti climatici. Il pericolo è un effetto emulazione da parte di altri paesi. Mente, sul fronte interno, il passaggio alle fonti rinnovabili sembra irreversibile.
La sostenibilità del sistema sanitario si garantisce trovando forme aggiuntive di finanziamento. Va ripensato il sistema delle compartecipazioni, con un miglior bilanciamento dei ticket su assistenza specialistica, farmaci e ricoveri ospedalieri.
In Italia i ticket non sono più uno strumento di razionalizzazione della domanda, ma servono per finanziare la spesa sanitaria. In più sono decisi dalle singole regioni, creando una grave disparità di accesso al servizio sanitario nazionale.
Nel 2016 il limite all’utilizzo del contante nei pagamenti è passato da mille a tremila euro. E infatti dopo anni di diminuzioni è tornato a salire l’ammontare delle banconote distribuite dalla Banca d’Italia. Scarsi gli effetti sui consumi interni.
Abbassare il carico fiscale dei contribuenti italiani è necessario. Ma un intervento sui contributi sociali forse non è l’unico strumento. Si potrebbe puntare a una riforma dell’Irpef che riduca le aliquote e la giungla delle agevolazioni fiscali.