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Autore: Desk Pagina 187 di 196

Il desk de staging.lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Se la liberalizzazione finisce al buio

I black out e le interruzioni programmate dell’estate ci rivelano quanto il problema della sicurezza del sistema sia stato trascurato nell’approccio seguito per l’apertura alla concorrenza del settore elettrico. Il caso americano dovrebbe far riflettere i federalisti a oltranza sui rischi che derivano da legislazioni troppo frammentate. Quanto all’Italia, ha il vantaggio di una rete strutturata da un monopolista, ma resta da verificare l’efficacia dei recenti interventi del Governo per sopperire alla scarsità dell’offerta.

sommario 23 settembre 2003

Fra qualche giorno l’Autorità dell’Energia Elettrica e del Gas renderà pubbliche le proprie decisioni circa le tariffe dell’elettricità. Il Presidente dell’Autorità, Pippo Ranci, chiarisce i criteri che guidano queste scelte, assieme ad una più ampia valutazione sulla liberalizzazione dei mercati energetici in Italia. Discutiamo anche del rapporto fra fra liberalizzazione del settore energetico e sicurezza del sistema alla luce dei black-out che si sono ripetuti in molti paesi nel periodo estivo.

Lo scandalo Eurostat rischia di impoverire la qualità delle statistiche oggi prodotte in Europa. Molte inchieste non saranno più coordinate a livello europeo, creando forti problemi di comparabilità. Purtroppo la bozza di Convenzione Europea non prevede la costruzione di un sistema statistico europeo.

Perché il vertice di Cancun è fallito? Una rassegna della stampa internazionale.

Chiarimenti aggiuntivi (e soprattutto nuovi interrogativi) sulla riforma previdenziale che il Governo starebbe per varare.

Il fallimento del vertice di Cancun -Rassegna della stampa estera-

“Cancùn’s charming outcome”, The Economist, 20-26 settembre 2003, pag.13.

Il fallimento del vertice di Cancùn non sta nella difesa di nobili principi da parte dei paesi poveri, ma è dovuto a cinismo, delusione e incompetenza. I negoziati erano inquadrati nell’ambito del Doha Round, il cui principale obiettivo è quello di liberalizzare gli scambi internazionali, soprattutto dove questo è utile per il Terzo Mondo, quindi nei prodotti agricoli. Ma con la fine senza risultati delle trattative, ci vorranno forse più di cinque anni per arrivare a una conclusione soddisfacente e sostanziale in tal senso. E nel frattempo perde punti l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), dove ogni nazione, piccola o grande, povera o ricca, ha diritto di veto. Un raro esempio in cui ai paesi poveri è permesso di confrontarsi con quelli ricchi

“Developing-world victory may be a long-term loss”, The Wall Street Journal Europe, 16 settembre 2003, pag.A1

I negoziati di Cancùn sono terminati per le forti resistenze dei paesi in via di sviluppo contro le posizioni dei paesi più ricchi, contrari a ridurre i sussidi interni al settore agricolo. Ma la presunta vittoria delle nazioni del Sud può presto ritorcersi contro di loro. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), infatti, è la sede più importante in cui i paesi poveri possono dare voce ai problemi delle loro economie. Se tuttavia i summit OMC falliscono e l’organizzazione perde di rilevanza nel processo di liberalizzazione dei commerci, chi ne soffre sono soprattutto coloro che non hanno alternative cui rivolgersi. Mentre nel frattempo potenze commerciali come Stati Uniti, Giappone e Cina hanno in programma un crescente numero di accordi bilaterali di libero scambio. Ed è soprattutto in questo tipo di trattative dove il nano ha meno potere nell’influenzare il gigante.

“Killing the goose”, The Wall Street Journal Europe, 16 settembre 2003, pag.A10.

L’Unione Europea deve rendersi conto che non può più permettersi di difendere la sua politica di sostegno all’agricoltura. Perché costa, perché i contadini rappresentano solo il 5% della popolazione europea e il 2% del suo prodotto interno lordo, e perché impedisce, come si è visto a Cancùn, una maggiore liberalizzazione del mercato dei beni manufatti e dei servizi. Cancùn è fallita, ma non lo è ancora il Doha Round. L’Unione Europea e gli Stati Uniti dovrebbero capire che non possono continuare a danneggiare gli interessi, per esempio, delle imprese esportatrici tedesche o delle grandi aziende Usa di software, solo per ascoltare la voce dei contadini e allevatori di oche del Perigord francese.

“Road from Cancùn leads to Brussels”, Financial Times, 16 settembre 2003, pag.16.

Gli accordi di liberalizzazione commerciale hanno finora portato grandi vantaggi soprattutto per il ricco Nord del mondo, che ha aperto i propri mercati quando conveniva e li ha lasciati chiusi quando invece riteneva fosse meglio così. I benefici per il Sud sono invece stati minori, soprattutto rispetto al caso di più ampie liberalizzazioni. A Cancùn i paesi poveri hanno detto di no alle proposte delle nazioni più ricche su una maggiore apertura dei mercati negli investimenti, nella concorrenza e negli appalti pubblici. Perché prima vogliono che il Nord apra a sua volta i propri mercati agricoli. Il Sud non si accontenta più delle teorie sul libero scambio, ma vuole fatti dai paesi ricchi. Nei quali quindi sta la chiave per lo sperabile futuro successo del Doha Round.

“L’échec de Cancùn”, Le Monde, 16 settembre, pag.14.  

A un miliardo di dollari al giorno ammontano i sostegni all’agricoltura elargiti in Giappone, Unione Europea e Stati Uniti. A Cancùn l’Europa ha in ogni caso dato prova di voler raggiungere un compromesso, quando ha proposto di individuare i sussidi veramente nocivi per gli agricoltori del Terzo Mondo. Ma si è poi rifiutata di impegnarsi su una data per la loro soppressione. L’unico motivo di speranza che viene da Cancùn è forse la prova del funzionamento democratico dell’OMC, che non si è dimostrata essere uno strumento al servizio dei paesi ricchi, ma una sede di reale confronto.

“Ein vielleicht heilsamer Shock”, Handelsblatt, 16 settembre 2003.

Secondo Anton Boerner, presidente dell’Associazione Tedesca per il Commercio (Bundesverbandes des Deutschen Gross- und Aussenhandels), è necessario che le discussioni sulla liberalizzazione dei commerci riprendano al più presto. Nell’interesse dei paesi ricchi, ma anche di quelli in via di sviluppo. Tra i quali ci sono, per esempio, India e Brasile, che traggono grandi benefici dal processo di globalizzazione. E il Brasile ha già detto di essere ben conscio della propria responsabilità, in vista di future negoziazioni multilaterali per una maggiore apertura dei mercati. Per cui è possibile che Cancùn si trasformi in un “trauma benefico” per la successiva conclusione del Doha Round.

sommario 18 settembre 2003

Si delineano i tratti salienti della riforma delle pensioni su cui la maggioranza avrebbe trovato un accordo. Si chiuderà uno dei canali per l’accesso alle pensioni d’anzianità nel 2008. Ma annunciare oggi la riforma e realizzarla nel 2008 rischia di scatenare fughe verso le anzianità, tali da compromettere i risparmi successivi.

La bassa crescita della spesa per consumi viene spesso ritenuta responsabile della contenuta dinamica della domanda e del reddito. Ma un attento esame dei dati rivela che non è così. Dunque le misure, allo studio del Governo, di sostegno alla spesa delle famiglie rischiano di essere poco efficaci nel rilanciare la domanda. Perché le famiglie anziché aumentare la spesa mettono da parte le riduzioni di imposte, come lamentato dal ministro Tremonti? Non per cattiveria, ma perché gli sgravi vengono percepiti dalle famiglie come transitori: minori imposte oggi saranno maggiori tasse domani, date la precaria situazione della finanza pubblica italiana.
Serve lo “sciopero dei consumatori“? Lo “sciopero” più efficace consiste nel rinunciare a comprare dai produttori che hanno aumentato i prezzi oltre la norma. Ma vi sono vantaggi anche in un’azione collettiva. Basta indirizzarla verso i giusti obiettivi.

Si torna a parlare di attacchi all’autonomia dell’università. Riproponiamo una riflessione sui possibili limiti degli interventi proposti dal Governo.

sommario 16 settembre 2003


Il Consiglio dei Ministri approva il decreto attuativo della delega sulla riforma della tassazione delle società di capitali. Formuliamo un primo giudizio: non si riduce il prelievo sulle imprese, ci avviciniamo a un modello di tassazione “alla tedesca”, riservando un trattamento più favorevole alle holding e a quei gruppi che potranno usufruire del consolidamento di utili e perdite di diverse società partecipate, anche estere. Alcune norme sembrano in conflitto con i principi di non discriminazione e comunque non coerenti con il processo di coordinamento proposto dalla Commissione europea.
Il Governo risponde alla domanda di sicurezza dei cittadini assumendo 1.000 nuovi agenti. Meglio sarebbe stato investire in attrezzature e tecnologie, oggi molto più sofisticate che in passato, ricercando al contempo un migliore coordinamento tra le diverse forze dell’ordine.
Riparte anche il Campionato di B. Ma i problemi strutturali del calcio non sono stati risolti e potrebbero riesplodere da un momento all’altro: c’è stato un errore di sopravvalutazione della diffusione della televisione a pagamento. I diritti televisivi sono destinati ad abbassarsi. Con loro gli stipendi dei calciatori. Meglio facilitare questo processo se si vogliono evitare altri clamorosi fallimenti.

4.175 morti su cui riflettere

Dall’indagine ministeriale emerge che il caldo record di quest’estate avrebbe ucciso 4.175 anziani. Riproponiamo ai nostri lettori le riflessioni di Tito Boeri  (Quando la famiglia non basta) , Cristiano Gori (Anziani in cerca di risposta), Chiara Saraceno (Fumo contro la povertà) e Luca Beltrametti (Le soluzioni di Trento e Bolzano) sul problema degli anziani non autosufficienti in Italia.

sommario 11 settembre


“Siamo entrati in una fase di deglobalizzazione? Calano i flussi di capitale e gli investimenti diretti e si arresta la crescita degli scambi internazionali. Non è solo per colpa del rallentamento dell’economia mondiale. Conta il ritorno al protezionismo tra le due sponde dell’Atlantico e la mancata riforma delle politiche a difesa degli agricoltori in Europa come negli Stati Uniti. Quella della Politica agricola comune europea è stata una non-riforma. A Cancun occorrerà fare progressi su questo fronte, come pure su quello della riduzione delle barriere commerciali nel tessile-abbigliamento. Al Sud bisogna chiedere l’abbandono di pratiche discriminatorie nei confronti degli investitori esteri e maggiore trasparenza normativa sui flussi di capitale. Sapendo che, se fallisce il negoziato, a pagarne il costo non saranno soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma anche la maggioranza degli abitanti del Nord, costretti da una potente minoranza a pagare prezzi più alti per beni che potrebbero essere importati dal Sud del Mondo”.

A tavola col ministro

Girolamo Sirchia, dopo la battaglia contro il fumo, parte per una nuova crociata e insedia una Commissione scientifica di alto livello per decidere la dieta ideale degli italiani. Sapevamo che il liberismo non era più di moda. Ma qui siamo al trionfo del paternalismo. Ci spiace, signor ministro, ma vorremmo continuare a scegliere noi il menu. Sperando sempre che qualche ristoratore non prenda la palla (o la polpetta) al balzo: porzioni più ridotte sì, ma allo stesso prezzo di prima. Per sfruttare anche l’elasticità della domanda al prezzo. Tutto grasso che cola per far dimagrire gli obesi italiani.

sommario 9 settembre 2003

Riaprono le scuole e le famiglie che hanno optato per la scuola privata si ritrovano un regalo inaspettato: il buono scuola. Troppo tardivo il provvedimento per incidere sulla scelta di dove iscriversi quest’anno. Il buono finirà per premiare le famiglie più ricche: di poveri fra chi ha già scelto la scuola privata ce ne sono davvero pochi. 
Si vota in Svezia per l’ingresso nell’euro. Ma sarà un voto soprattutto sul coordinamento della politica fiscale a livello europeo.
La legge Gasparri è in attesa di tornare alla Camera per la ratifica definitiva. Delega il passaggio al digitale a Rai e Mediaset. Che, da duopolisti, faranno di tutto per lasciare la transizione a metà. A proposito di interruzioni televisive: formuliamo una proposta per regolamentare gli spazi pubblicitari durante i film.
Il salutista ministro Sirchia insedia una commissione scientifica per stabilire cosa e quanto devono mangiare gli italiani. Non stiamo forse esagerando con il paternalismo?

rassegna stampa del 4 settembre 2003


“Europa”


“La Gazzetta di Modena”


“La Gazzetta di Reggio Emilia”


“Il Giornale”


“Il Messaggero”


“Il Piccolo”


“Il Sole 24 Ore”


“La Nuova Sardegna”


“La Repubblica”


“La Stampa”


“Libertà”


“L’Unità”

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