Sul Coordinamento delle politiche sociali abbiamo chiesto se, anche in vista del raggiungimento degli obiettivi occupazionali fissati a Lisbona, la riforma dei sistemi previdenziali debba essere lasciata ai singoli paesi. Se sulle politiche sociali sia più opportuno adottare il modello del coordinamento aperto oppure regole comuni più stringenti. Se sullesempio di altri paesi Ue, lItalia dovrebbe istituire un reddito minimo garantito. E se la tassazione dei redditi personali debba mantenere caratteristiche redistributive. Le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nell’Ulivo
Autore: Desk Pagina 174 di 196
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La valutazione del sistema scolastico è uno dei cavalli di battaglia del ministro Moratti. Bene. Ma molte iniziative attuate sin qui dal ministero si muovono nella direzione opposta: si insediano le commissioni interne per l’esame di maturità, si affida la valutazione delle abilità agli insegnanti (una specie di autovalutazione) anziché a test e riscontri obiettivi, come avviene all’estero. Se si volesse valutare davvero il sistema scolastico bisognerebbe per prima cosa occuparsi di raccogliere dati sugli esiti sul mercato del lavoro degli studenti di diverse scuole. A proposito, c’è una buona notizia di cui nessuno parla: dopo una lunga gestazione è stato sottoscritto il codice deontologico per l’accesso ai dati a scopi scientifici. Non pochi limiti, ma un buon punto di partenza.
Continuiamo la pubblicazione delle schede in vista delle elezioni europee. E’ il turno di quelle sul coordinamento delle politiche fiscali e sociali a livello europeo.
Proseguiamo la pubblicazione delle risposte di partiti e coalizioni ai quesiti che avevamo formulato in vista delle elezioni europee. Sulle politiche dellimmigrazione abbiamo chiesto se limmigrazione va considerata una risorsa per il nostro paese o una minaccia per la nostra identità culturale. Se siano giuste le restrizioni previste allaccesso di lavoratori provenienti dai nuovi paesi membri. Quali diritti di cittadinanza intendono garantire agli stranieri. Infine, chi dovrebbe essere responsabile dei controlli di polizia alle frontiere: ununica autorità europea o i singoli paesi? Le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nell’Ulivo
Sui mercati finanziari le nostre domande vertevano sulla necessità di riforme del sistema dei controlli e del risparmio anche a livello comunitario. Se la legislazione statunitense in materia può essere un valido modello per quella che lEuropa sta costruendo. E se non si debbano prevedere limiti alla regolamentazione, per evitare i rischi di inefficienze e costi superiori ai vantaggi. Ecco le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nell’Ulivo
Riproponiamo per i nostri lettori alcuni interventi pubblicati su staging.lavoce.info circa un anno fa, rimasti purtroppo di cocente attualità. Sottolineavano che i veri problemi si sarebbero manifestati dopo l’entrata degli americani a Bagdad, prevedevano che un paese con forte concentrazione del potere economico avrebbe faticato a lungo a trovare la strada della democrazia e che i governi europei che avevano mandato le truppe avrebbero dovuto fare i conti con lopposizione della loro opinione pubblica ovunque schierata contro la guerra.
Lavoce.info si è solo saltuariamente occupata della vicenda irachena dati i suoi risvolti principalmente geopolitici e militari. Ma alla vigilia dellincontro di Berlusconi con Bush, tappa chiave nel coinvolgimento del nostro paese nella guerra in Iraq, abbiamo voluto interpellare alcuni testimoni privilegiati e cercare di stabilire, a partire dalle loro risposte, quale sia il potere contrattuale del nostro premier al cospetto del presidente degli Stati Uniti.
Entrambe le riforme dell’Irpef oggi in discussione nella maggioranza favoriscono soprattutto coloro che hanno redditi superiori ai 50mila euro. E le perdite di gettito sembrano superiori alle previsioni.
Continuiamo a pubblicare le risposte alle schede in vista delle elezioni europee. E´ la volta delle Politiche sullimmigrazione e dei Mercati Finanziari.
Giuseppe Pennisi risponde ad Andrea Prat sulla Torino-Lione. La controreplica dell’autore.
Diverse forze politiche e molti commentatori hanno in questi giorni suggerito che Berlusconi, nel suo incontro con Bush, debba imporre a questultimo una serie di condizioni, minacciando il ritiro delle nostre truppe dallIraq. Ma qual è il potere contrattuale del nostro primo ministro? Magdi Allam, Renato Mannheimer, Nicola Piepoli , Alex Stille e Salvatore Vassallo rispondono ad alcune nostre domande aiutandoci ad abbozzare una risposta a tale quesito fondamentale. Berlusconi potrebbe avere un interesse elettorale immediato a minacciare il ritiro delle truppe, ma questannuncio non modificherebbe più di un tanto la politica americana. Pertanto è probabile che questo viaggio si risolva in un nulla di fatto. Speriamo di essere smentiti perchè la situazione in Iraq diventa di giorno in giorno più intricata e non sembrano esserci le condizioni per una missione di pace.
Continuiamo a pubblicare le risposte ai quesiti che avevamo posto a partiti e coalizioni in vista delle elezioni europee. Per quanto riguarda la concorrenza abbiamo chiesto se è necessaria la presenza di unAutorità per i servizi pubblici a livello europeo e come affrontare la liberalizzazione dei settori di pubblica utilità e dei servizi professionali. Ecco qui le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nellUlivo
Sul commercio estero abbiamo chiesto come affrontare la perdita di competitività dellindustria italiana e europea, se sono necessari nuovi investimenti e come finanziarli. Riportiamo qui le risposte della Lista Bonino, Forza Italia, Patto Segni-Scognamiglio e Uniti nellUlivo.
Il Governo pone la fiducia sulla riforma della previdenza. Ma la riforma entrerà in vigore solo nel 2008. Nel frattempo cè il rischio di alimentare fughe verso le anzianità, nonostante quanto riportato dai giornali e sostenuto dal Presidente dellInps in questi giorni.
La scossa al nostro sistema economico puo’ venire da un’accelerazione delle innovazioni. A confronto con i partner europei, produciamo pochi brevetti, e di scarso valore. E l’Europa sfigura rispetto a Giappone e Usa, anche se sta recuperando. Servirebbe uno sforzo maggiore, e invece si investe su infrastrutture inutili. A proposito: facciamo un po’ di conti sull’alta velocità tra Torino e Lione.
Proprio sui temi della competitività e della concorrenza, alcuni partiti e coalizioni rispondono (grazie!) alle nostre domande in vista delle elezioni europee.