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Il desk de staging.lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Riforme istituzionali

Avevamo tempo fa aperto il dibattito sulle riforme istituzionali in Italia. Riproponiamo per i nostri lettori gli interventi di Massimo Bordignon, Giorgio Brosio, Marco Giuliani e Enzo Balboni

Sommario 28 giugno 2004

Archiviate le elezioni amministrative, si torna a discutere di riforme istituzionali e di riforme della legge elettorale. Vi è chi, tra le forze che sostengono l’attuale Governo, chiede di far avanzare il processo di riforma costituzionale, arrestatosi dopo l’approvazione in prima lettura al Senato. Altre forze politiche sembrano intenzionate a riformare la legge elettorale riproponendo un sistema proporzionale, pur con sbarramento. Ma le correzioni alla legge elettorale dovrebbero semmai andare nella direzione di rafforzare il maggioritario, con l’abolizione della quota proporzionale o con l’introduzione di un secondo turno.

Ringraziamo i tanti lettori che hanno risposto al nostro questionario e invitiamo chi non lo avesse ancora fatto a risponderci entro mercoledì 30 giugno. Grazie.

Costituzione Europea

Il Consiglio dei 25 Stati europei ha approvato un Trattato costituzionale istitutivo dell’Unione Europea. Prima delle elezioni europee avevamo chiesto ai partiti un parere sulla bozza di Costituzione elaborata dalla Convenzione europea e se ritenevano utile un referendum di ratifica. Riproponiamo qui le loro risposte, che potrete comparare con le reazioni di questi giorni.

E’ comunque una Costituzione

La nuova Costituzione europea? Avere raggiunto un accordo è già un successo, ma il testo finale è più debole rispetto al progetto elaborato dalla Convenzione. Proponiamo ai nostri lettori alcuni stralci del discorso del vicepresidente della Convenzione europea, Giuliano Amato, al sesto convegno europeo della Fondazione Rodolfo De Benedetti, tenutosi il 19 giugno a Lecce. Si tratta delle parti del suo discorso in cui ha valutato l’accordo raggiunto dal Consiglio sulla Costituzione europea e in cui ha discusso come “dare dei denti” al processo di Lisbona.

Sommario 22 giugno 2004

Il Consiglio Europeo approva il Trattato Costituzionale istitutivo dell’Unione Europea. Avrà valore legale solo dopo la ratifica degli stati membri, dunque non prima di tre anni. Peggiora il testo elaborato dalla Convenzione, ma evita una pericolosa paralisi istituzionale dell’Unione a 25, all’indomani di un voto europeo sminuito dal forte astensionismo nei nuovi paesi membri.
Molto le lezioni da trarre dalla crisi, poi dal piano Parmalat. Speriamo che da queste si parta nel riscrivere la legge finanziaria. Mentre la squadra nazionale usciva mestamente dagli europei, molti italiani si sono consolati puntando sul pareggio per 2 a 2 fra Danimarca e Svezia. Un esempio di aspettative razionali.

La fine delle illusioni

Il quadro dei conti pubblici è preoccupante. In base alle stesse valutazioni della Relazione trimestrale di cassa il disavanzo tendenziale è intorno al 4 per cento e il fabbisogno del settore pubblico viaggia verso il 6 per cento. La spesa corrente è sostanzialmente fuori controllo. E’ uno scenario che suscita allarme sulla sostenibilità di medio-lungo periodo del debito pubblico italiano. Occorrono perciò interventi correttivi che, oltre a coprire il costo degli eventuali sgravi fiscali promessi dal Governo, abbiano anche effetti di riduzione netta del disavanzo.

Sommario 17 giugno


Il Governo si è impegnato a tagliare le tasse subito dopo le elezioni. Ma il disavanzo 2004 viaggia verso il 4 per cento del Pil, rendendo ineludibile una manovra correttiva. Le prospettive per il 2005 sono ancora peggiori perché scadranno le misure una tantum. Meglio non inventarsene di nuove per fare spazio al taglio delle imposte: gli effetti sulla credibilità della nostra finanza pubblica sarebbero dirompenti.
Riprendono le privatizzazioni con la collocazione delle azioni Terna, ma non cambiano le cattive abitudini del passato: una pubblicità troppo aggressiva con un messaggio non del tutto corretto.

Alessandro Volta e la privatizzazione di Terna

La campagna pubblicitaria per la sottoscrizione di azioni di imprese in via di “privatizzazione” dovrebbe durare al massimo sessanta giorni, secondo i dettami di Testo unico della finanza e regolamento Consob. Per evitare che una comunicazione pubblicitaria troppo prolungata possa ripercuotersi sull’autonomia delle scelte d’investimento dei potenziali sottoscrittori. Ma è una norma troppo spesso aggirata, senza nessun intervento censorio di chi è chiamato a controllare. Ed è discutibile anche l’utilizzo dello stesso temine “privatizzazione”.

sommario 15 giugno 2004

Diversi partiti e commentatori auspicano un ritorno al proporzionale. Ma la lezione di queste elezioni (e le schede-lenzuolo che abbiamo ricevuto nei seggi) è proprio che un sistema proporzionale porta ad una forte frammentazione della rappresentanza politica. Meglio non abbandonare il maggioritario. Semmai rafforzarlo anche uniformando le regole: oggi si vota con almeno cinque regole diverse tra comunali, provinciali, regionali, politiche ed europee.
Delle elezioni europee preoccupa l’elevato astensionismo (l’Italia è un’eccezione). La Ue è vista dai cittadini come un’entità troppo distante. Le associazioni dei consumatori potrebbero impegnarsi per dare più voce ai cittadini e contrastare l’influenza che i gruppi di pressione esercitano sulle politiche europee.
Torniamo sulla “questione meridionale“, è proprio vero che ciò che manca al Sud sono le infrastrutture? I dati sui risultati ottenuti dagli studenti meridionali fanno pensare che una scuola migliore è forse ancora più importante.

Politiche della concorrenza

 

Politiche della concorrenza

Cliccando sulle risposte sintetiche si potrà accedere al testo completo delle risposte

 
Alleanza Nazionale
 
Lista Bonino



Forza Italia  

 

Italia dei valori

 

Patto Segni-Scognamiglio

 

Uniti dell’Ulivo
Ritenete che sia necessario istituire delle Autorità europee per le comunicazioni, il gas e l’energia elettricaNo. L’applicazione del diritto comunitario deve e può essere assicurato dall’antitrust e dalla Corte di giustizia europea

No. La strada da seguire è quella di una maggiore liberalizzazione dei mercati

No. Le authorities sono istituzioni che turbano la libertà delle imprese.Si. I grossi monopoli vanno contrastati con tutti gli sforzi possibili a livello europeoNo. Ci sono autorità di regolamentazione nazionali che operano già sulla base delle direttive comunitarie e che sempre più lavoreranno in rete.
Secondo voi la privatizzazione dell’Enel dovrebbe proseguire? Si Il processo di privatizzazione dovrebbe portare ad una separazione societaria e funzionale, rispetto alla società del trasporto dell’energia elettrica. Si. Occorre segmentare il mercato, liberalizzando quei segmenti dove la concorrenza si può sviluppare. Si. L’Enel, come tutte le societa’ operanti nel settore, va divisa in attivita’ liberalizzate ed attivita’ non liberalizzabili: la produzione deve essere esclusivamente privata, e la distribuzione esclusivamente pubblicaSi ma ci dovrebbero essere regole per evitare concentrazioni che possano a portare ad un nuovo monopolio, stavolta privato.  Si, ma solo se prima si da’ un assetto più concorrenziale al mercato per evitare che si ricreino altre situazioni di monopolio
Ritenete utile la liberalizzazione dei servizi professionali? E del commercio al dettaglio? Quali settori devono, a vostro giudizio, diventare oggetto delle politiche della concorrenza comunitaria? Si, occorrerebbe liberalizzare le libere professioni. Siamo favorevoli anche alla liberalizzazione del commercio. Si. La liberalizzazione va promossa a livello nazionale. Risulta difficile pensare a regole di concorrenza comunitaria.
No. I servizi professionali sono molto legati agli ordinamenti nazionali.
Si , non dovrebbero esistere alcun vincolo alla liberalizzazione previa responsabilizzazione oggettiva degli ordini professionali nel controllo della deontologia e della competenza attuale dei professionistiNo. Gli ordini non devono scomparire per evitare una caduta nella professionalità. Il Commercio al dettaglio in Italia deve essere protetto e non liberalizzato.  Si. Non certo tutte, ma buona parte delle regole attuali impediscono la crescita professionale e mortificano l’efficienza dei relativi servizi. Tutte le attività professionali sono già oggetto della competenza europea. Sono i governi, e in particolare il nostro, che non si adeguano.

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