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Autore: Desk Pagina 163 di 196

Il desk de staging.lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 25 aprile 2005

Il nuovo governo Berlusconi ha giurato. Nel bis non c’è più il terzo taglio delle aliquote Irpef. I primi due erano stati, in ogni caso, largamente rimangiati dal fiscal drag, l’aumento delle tasse dovuto all’inflazione, soprattutto per quanto riguarda i contribuenti più poveri. Il fronte si sposta ora sull’Irap anche in previsione della bocciatura della Corte di Giustizia europea. Ma non sarà facile sostituire la terza imposta del nostro ordinamento. Bene fare di necessità virtù evitando improvvisazioni. Se si rinuncia a interventi come lo “spacchettamento”, che tolgono base imponibile all’Irap preservando le caratteristiche del tributo, è bene studiare imposte alternative che garantiscano autonomia impositiva alle regioni essendo meno sperequate sul territorio dell’Irap e della stessa Irpef.

Aggiornamenti:
Antonveneta, i paradossi di una battaglia, di Giuseppe Montesi, 28-04-2005

Comunicato di risposta da parte dell’ISTAT

Egregio Direttore,

in merito alla presentazione e agli articoli pubblicati nell’ultimo numero di staging.lavoce.info, dedicati al tema del rafforzamento dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istat, abbiamo apprezzato la volontà di aprire un confronto costruttivo sull’architettura del sistema statistico italiano, sulla normativa che lo sorregge e sulla proposta di “costituzionalizzare” la statistica pubblica. Abbiamo constatato, tuttavia, che né gli articoli né il testo che li introduce presentano alcun riferimento alle numerose occasioni in cui l’Istat e il Sistan hanno posto al centro del dibattito pubblico gli aspetti e le problematiche istituzionali collegate a questi temi cruciali. A tal proposito, desideriamo ricordare che il Presidente dell’Istat e gli organismi tecnici della statistica ufficiale hanno ripetutamente sollevato queste questioni in ambito nazionale e internazionale.
Tali problematiche, inoltre, sono state al centro del confronto nel corso della
Settima Conferenza Nazionale di Statistica, organizzata dall’Istat e dal Sistan nel novembre scorso. Il titolo stesso della conferenza, “Statistica ufficiale. Bene pubblico”, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una statistica ufficiale autonoma, trasparente, adeguata a soddisfare i vecchi e i nuovi bisogni informativi, capace di rappresentare un valido supporto per le decisioni pubbliche ai vari livelli territoriali e in grado di dotare la collettività di strumenti adeguati per valutare le politiche implementate. La Conferenza ha dedicato uno spazio significativo anche al tema della responsabilità dei media nel processo di costruzione della credibilità della statistica ufficiale. Ricordiamo infine che il 16 febbraio si è tenuto un seminario pubblico dal titolo Sistema statistico nazionale, modifiche costituzionali ed Europa.

Il Direttore della comunicazione ISTAT
Patrizia Cacioli

Il soufflè

Se uno prova ad alzare un po’ la testa
Dal concitato succedersi di eventi
Che in queste ore tra sgarbi e ira funesta
Stanno agitando il sonno dei potenti

Se uno prova a comprendere Follini
Da cui tu non ti aspetti certi azzardi
Tutto impegnato, su invito di Casini,
Ad espiantare dal Governo il Giovanardi

Se uno prova a farsi una ragione
Del perché Gianfranco è ancora al palo
Voce ferma ma eterna indecisione
Se il gioco è duro si fa triglia più che squalo.

Se uno prova a guardar con disincanto
La caduta degli Dei in tono minore
Il fuggi fuggi, lo sconcerto, a volte il pianto
L’ammiccare al futuro vincitore

Se uno prova a ascoltare il Cavaliere
Che farfuglia dei prossimi sondaggi
Mentre teme di accettare anche un bicchiere
Da chiunque gli si aggiri nei paraggi

Mi sorprendo perché adesso che è successo
Quel che mai avrei pensato così in fretta
Non esulto, non mi vien da fare il fesso
Suonare il clacson, disegnare una vignetta

Quell’alchimia da vero illusionista
Che univa la Padania e Miccichè
Dopo mesi di travaglio in bella vista
Si è sgonfiata quasi fosse un bel soufflè

Ecco da capo l’italica alternanza
Le coalizioni che non duran cinque anni
Vincono, litigano e lasciano la stanza
Senza concludere e lasciando anche dei danni

Una preghiera a quelli dell’Unione
Non vorrei una proposta accattivante
Non la pensate per la televisione
Non il cerone usate, ma il collante

Trovate un modo per stare tutti assieme
Che non vorrei nei tempi che verranno
Assistere a quello che uno teme
Parti invertite ma copione di quest’anno.

Sommario 18 aprile 2005

In un paese in cui si tende a non credere alle statistiche, la nomina del nuovo Presidente dell’Istat è un’occasione importante per riformare un’istituzione che deve diventare più efficiente e più indipendente al tempo stesso. Vanno sottratti alla Presidenza del consiglio i poteri di vigilanza e di nomina e vanno rafforzati i compiti e l’indipendenza della commissione di garanzia. La nuova ISTAT dovrebbe anche definire degli “indicatori chiave”, largamente condivisi, per la società italiana, da considerare come strumento fondamentale per aiutare il paese a valutare dove si trova e a capire dove vuole andare. Un maggiore accesso ai dati da parte dei ricercatori servirà a migliorare la qualità delle indagini e delle statistiche oltre che a permettere una ricerca attenta ai problemi del nostro paese.

L’Istat risponde a staging.lavoce.info con un comunicato stampa. Giovanni Barbieri, Direttore centrale per la diffusione della cultura e dell’informazione statistica dell’Istat, commenta l’articolo di Andrea Ichino; la controreplica dell’autore.

Un’indipendenza da rafforzare

Indipendenza, trasparenza, imparzialità, integrità, credibilità sono fondamentali per rendere effettivo un sistema statistico e ottenere la fiducia degli utilizzatori e dei cittadini. Anche alla luce delle nuove strategie della Ue, i principi e l’indipendenza dell’Istat dovrebbero essere inseriti nella Costituzione. In ogni caso, è auspicabile che l’Istituto e la commissione di garanzia divengano Autorità amministrative indipendenti. E le nomine dovrebbero spettare alla presidenza della Repubblica, mantenendo i vincoli di competenza tecnica.

Sommario 12 aprile 2005

Il disegno di legge sulla tutela del risparmio torna al Senato e si riapre il dibattito tra le ragioni di chi controlla le imprese – e teme troppe ingerenze nella gestione – e chi si preoccupa soprattutto degli investitori di minoranza – anche limitando le possibilità della maggioranza di disporre dell’impresa come vorrebbe. Finora gli amministratori indipendenti, scelti dal management, sono stati spesso una finzione. E’ giusto che siano le minoranze a nominarli? Il dibattito è molto acceso… Anche le proposte sulla responsabilità degli amministratori e sul bilanciamento tra regolazione dei mercati e auto-regolazione degli operatori suscitano perplessità: un impianto di controlli troppo macchinoso rischia di essere del tutto inefficace. Il disegno di legge ora in discussione prevede che chi colloca i bond delle imprese se ne faccia garante insieme alle imprese stesse. Il rischio di rendere impossibile l’emissione di tali obbligazioni è sostanziale.

 

Aggiornamenti:

Come si elegge un Papa, di Riccardo Puglisi e Gianluigi Vernasca, 15-04-2005

 

Guido Fantoni, Presidente dell’Aran, commenta l’intervento di Carlo Dell’Aringa sui contratti dei dipendenti pubblici.

I costi di un’alternanza annunciata

I dodici mesi che ci separano dalle elezioni politiche rischiano di lasciarci in eredità un disavanzo del 6 per cento, un saldo primario negativo dopo 15 anni di avanzi e un debito pubblico per la prima volta in aumento dopo 10 anni.  Non è solo colpa del ciclo politico. C’è il rischio che il governo intenzionalmente lasci in eredità al successore una situazione dei conti pubblici ancora peggiore di quella attuale per pregiudicare l’operato del nuovo governo. E un Patto di Stabilità spuntato non è più in grado di tutelarci contro questi costi di un’alternanza annunciata.

Sommario 5 aprile 2005

Con il voto del 3-4 aprile, gli italiani hanno eletto i governatori di 13 regioni. Ma non sappiamo ancora quali compiti avranno e su quali risorse potranno contare. E’ ora che finisca la farsa delle riforme che stabiliscono i poteri regionali solo sulla carta. I cittadini devono sapere di cosa ritenere responsabili i loro governatori e su cosa giudicare l’operato del governo nazionale. E’ una questione di democrazia.

Governo e sindacati tornano ad incontrarsi per discutere dell’interminabile contratto del pubblico impiego. Per appropriarsi di concessioni fatte in passato ai pubblici dipendenti, il Governo ha di fatto esautorato l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Autorità (Aran) di qualsiasi funzione.  E’ un’altra autorità indipendente vittima dalla politica. Rischia di rimpiasngerla perchè adesso si trova esposta in prima persona mentre i conti pubblici non consentono deroghe ai tetti fissati dalla Finanziaria.

Continua il nostro esame del pacchetto competitività che presto approderà in Parlamento. Quella del diritto fallimentare non è una vera riforma. Ma è certamente meglio che lasciare le cose come stanno.

Tra una newsletter e l’altra abbiamo pubblicato una scheda che spiega i compiti e la governance della Banca Mondiale.  L’appello per cambiare le procedure di nomina dei dirigenti delle organizzazioni internazionali ha raccolto più di 300 adesioni ed è stato ripreso, tra gli altri, dal Financial Times.

Aggiornamenti:
Un ottimismo ingiustificato, di Giuseppe Pisauro, 06-04-2005
I costi di un’alternanza annunciata, di Tito Boeri, 06-04-2005.

Sommario 30 marzo 2005

Si avvicina il voto delle regionali e si parla di tutto tranne che di ciò che fanno le regioni. Molte di queste hanno varato leggi regionali di sostegno alla spesa scolastica delle famiglie. Un sostegno efficace dovrebbe premiare il merito, sostenere famiglie a basso reddito e orientare gli studenti verso scuole di qualità, ma nessuna delle leggi regionali attualmente in vigore si ispira a questi principi. L’intervento regionale esercita piuttosto la funzione di sostenere le scuole private, aggirando il divieto costituzionale.

I dati ISTAT sugli sbocchi professionali dei laureati italiani registrano le performance occupazionali a tre anni dalla laurea. Emergono differenze significative tra le retribuzioni degli studenti provenienti dai diversi atenei, anche a parità di background familiare, talento individuale e regione di occupazione. L’indagine PISA sulle competenze degli studenti fornisce dati attendibili per il confronto dei sistemi scolastici a livello internazionale e rimedia all’assenza in paesi come il nostro di sistemi di valutazione. Non viene però utilizzata per rivedere i curricola in funzione delle competenze che gli studenti debbono acquisire e per redistribuire risorse all’interno del nostro sistema scolastico.

Aggiornamenti: Wolfowitz è stato nominato Presidente della Banca Mondiale.  Mentre continua la raccolta di firme all’appello per cambiare le procedure di selezione dei dirigenti delle organizzazioni internazionali, una scheda spiega quali sono le funzioni della Banca Mondiale e come migliorare la governance della più importante istituzione di sostegno dello sviluppo. 

Sommario 24 marzo 2005

La richiesta di introdurre misure protezionistiche nel decreto sulla competitività ha diviso la coalizione di Governo.
Per dare una risposta ai problemi delle imprese italiane sempre più in difficoltà di fronte alla concorrenza internazionale i dazi non servono. Il tessile-abbigliamento è stato protetto per quaranta anni, senza che ciò abbia consentito a buona parte del settore di diventare competitivo a livello internazionale. Servono invece misure di struttura che accrescano la flessibilità dei mercati del lavoro e del capitale e consentano alle risorse produttive di spostarsi dai settori in declino ai settori di vantaggio comparato. Il decreto per la competitività punisce le imprese che delocalizzano: una misura sbagliata e controproducente. Ancora sul Patto di stabilità e crescita: dall’ambiguità dell’accordo vantaggi per i paesi maggiori.

Aggiornamenti: anticipiamo ai nostri lettori i principali contenuti del documento Ocse sulle politiche sociali che verrà presentato questo fine settimana a Parigi ai ministri del welfare.

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