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Il desk de staging.lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 13 Aprile 2006

Una volta di più, chi ha cambiato le regole elettorali all’ultimo momento ha perso le elezioni.  Prendendo gli stessi voti, con le vecchie regole, avrebbe vinto.  Nonostante questa nuova legge elettorale che promuove l’ingovernabilità e impedisce ai cittadini di selezionare la classe politica, abbiamo un vincitore. Avrà una maggioranza risicata al Senato e di fronte a sè un compito molto difficile: far ripartire l’economia riducendo ii disavanzo strutturale dei conti pubblici. Lo scenario internazionale potrebbe agevolare il compito, ma sono molte le insidie legate al caro-petrolio. Mentre una Grosse Koalition rischierebbe di paralizzare l’azione riformatrice con veti incrociati. 

Il primo voto degli italiani residenti all’estero è stato decisivo. Ma è giusto che chi non paga le tasse sia rappresentato in Parlamento? A proposito di tasse, non si è parlato d’altro sul finire della campagna elettorale. Ma non è detto che la maggioranza degli italiani preferisca pagarne di meno, rinunciando ai servizi pubblici finanziati con il loro gettito.

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Aggiornamento: Andrea Montanino commenta “Dopo il voto” di Tito Boeri.

Italians

Noi siamo quelli che sparano al vicino

Che aspettan solo la domenica del derby

Pronti a schierarci col Guelfo o il Ghibellino

In sala il busto di Uguccione de’ Monterbi.

 

Guardando indietro vedo un popolo rissoso

Appassionato a contese di cortile

Che si dirà profondamente religioso

Senza vergogna per l’ingiuria più incivile

 

In questa trama, un’unica eccezione

Con l’inclusione di tutte l’ali al centro

Della Balena Bianca la stagione

E i nostri umori a macerarsi dentro

 

Tolto quel tappo, caduto il triste muro

Con la stagione del maggioritario

Ci sentimmo moderni di sicuro

Ma sfoderammo il vecchio armamentario

 

Due mezze Italie arroccate su se stesse

L’un l’altra ostile, guardandosi in cagnesco

Pronte a emigrare, un piede sul calesse:

L’altrui vittoria ad accettar non riesco.

 

E la politica come cataclisma

Ognun si attende i barbari alle porte

Rozzezza estrema nella patria del sofisma

La vita che combatte con la morte.

 

Lo dico, ma io stesso son così,

passion politica come malattia

torcibudella, spirito maudit

col fiato corto e senza più allegria.

 

E so che mentre penso questa cosa,

di là si provan gli stessi spasmi urlati

come due specchi che rifrangon senza posa

una figura vista da due lati.

 

Come vorrei un paese più normale

Dove l’altro non ti evoca barbarie 

Dove il giorno dello spoglio elettorale

Non finisci a rischiar le coronarie.   

Doppio sguardo prima del voto

Finalmente si vota, anche se gli elettori possono scegliere solo i partiti, non i deputati. Speriamo che da martedì si discuta di proposte concrete per rilanciare l’economia del paese. Per aiutare i lettori a valutare l’azione del Governo Berlusconi, riassumiamo i principali dati macroeconomici delle due ultime legislature. E per il futuro mettiamo a confronto gli impegni contenuti nei programmi. Le nostre stime dicono che il programma della Casa delle libertà costa tra 36 e i 101 miliardi di euro all’anno, tra 2,5 e 7 punti e mezzo di Pil. Quello dell’Unione tra i 20 e i 24 miliardi, tra 1,4 e 1,7 punti di Pil.

Quattro passi nella concorrenza

Il rilancio della competitività passa anche dall’assetto del settore dei servizi pubblici locali a rilevanza industriale. La situazione attuale infatti non pare aver realizzato alcun intervento a favore della concorrenza “per il mercato” e neppure a favore di quella “nel mercato”. Si rischia così di accrescere le inefficienze a danno dei cittadini. La via da percorrere è la creazione di fondazioni che permettano la completa separazione tra gestione del patrimonio con finalità pubbliche e gestione delle imprese industriali con finalità imprenditoriale.

I programmi elettorali ai raggi X

Forniamo ai lettori, in un unico documento, tutte le schede di confronto tra i programmi delle due coalizioni che abbiamo pubblicato nel corso dell’ultimo mese. Per chi volesse, pubblichiamo anche i Pdf delle singole schede

Sommario 6 Aprile 2006

Domenica e lunedì (fino alle 15) si vota. Finalmente. Per valutare parole, promesse e omissioni dei programmi elettorali offriamo ai nostri lettori un doppio sguardo: sul passato, riassumendo i dati macroeconomici delle ultime due legislature. E sul futuro, confrontando il costo degli impegni presi (fin qui) dalle due coalizioni. E riproponiamo tutte le schede di analisi dei programmi elettorali. Una ricerca mostra, peraltro, che c’è un eccesso di ottimismo nelle valutazioni dei cittadini sulla situazione dell’economia e su quella loro personale. 

La rubrica “Vero e falso” si arricchisce di nuove “perle” in queste ultime ore di campagna elettorale.  E vi proponiamo un gioco sulla scelta dei candidati.

Da martedì dobbiamo tornare a occuparci di proposte concrete per rilanciare l’economia del paese. A partire da un nuovo assetto del settore dei servizi pubblici locali.

Ironia, ironia, per piccina che tu sia

Saranno i primi caldi, sarà la gran tensione
oppure un nuovo attacco di lombosciatalgia
e noi che non capiamo, ci ha dato del coglione
e non ne trovi uno che colga l’ironia!

Sommario 4 aprile 2006

Andremo a votare con un sistema elettorale che comunque renderà la vita difficile a chi dovrà governarci. E non potremo esprimere preferenze, selezionare la classe politica, che manterrà perciò un rapporto ancora più labile con gli elettori.  Documentiamo come fare il deputato significhi aumentare i propri redditi, soprattutto nel caso dei liberi professionisti.

Ancora due schede sui programmi elettorali. Sul federalismo fiscale si parla molto di solidarietà e poco di autonomia. Il Polo si dimentica la devolution. E l’Unione vuole concertare anche con gli enti locali. Non si sta esagerando? Sul lavoro, la Casa delle Libertà non dice nulla, l’Unione promette ammortizzatori sociali e l’abolizione di alcune figure contrattuali introdotte dalla legge 30.

Polo e Unione propongono entrambi di ridurre tasse o cunei ma sono avari di proposte su come finanziare i tagli. Ma forse una soluzione c’è: non dimentichiamoci della tassazione ambientale, a cominciare dalla carbon tax; queste tasse possono non solo finanziare tagli di altre tasse, ma anche migliorare il clima. A proposito di imposte, la ventilata abolizione dell’Ici sulla prima casa costerebbe molto ai Comuni, ma avrebbe dubbi effetti distributivi e stimolerebbe ben poco l’economia.

Un nuovo aggiornamento della rubrica “vero e falso”.

Un confronto fra le due ultime legislature e i programmi delle due coalizioni.

Sommario 1 Aprile 2006

L’immagine internazionale dello stato della libertà di informazione in Italia non è affatto buona. Per cominciare, si potrebbe applicare seriamente il codice di autoregolamentazione, che impone di informare il lettore sulla struttura proprietaria dell’impresa. Del tema dell’informazione il programma della Casa delle libertà non si occupa. Il programma del centrosinistra è per molti versi convincente, ma resta una forte ambiguità sul ruolo della Rai.

 

La qualità del sistema dell’istruzione è un fattore fondamentale di crescita. Nel programma della Cdl sembra che la questione si riduca al sostegno alle famiglie. L’Unione vuole portare a sedici anni l’obbligo scolastico e rafforzare l’autonomia scolastica. Per l’università, in entrambi i programmi è difficile trovare proposte realmente innovative. Anche in questa campagna elettorale, raramente il dibattito parte dai dati, a ciò contribuisce la debolezza della ricerca empirica in Italia.

 

Nuovo aggiornamento della rubrica “vero o falso” su come pensano gli italiani: ancora in lire o in euro?

Sommario 30 marzo 2006

I tre zeri, della crescita del Pil, della produttività e delle ore lavorate nel 2005 dovrebbero suggerire alle due coalizioni di porre al centro dei programmi le politiche per lo sviluppo. Non è così. Ma, a differenza di altri campi, si nota anche qualche convergenza.

Tra pochi giorni sarà pubblicata la Relazione trimestrale di cassa. Ce n’era bisogno per dare una iniezione di realtà alla campagna elettorale. Arriverà, ancora una volta, in ritardo. Doveva uscire a fine febbraio.

Le banche sono fondamentali per tornare a crescere. La Casa delle libertà insiste sullo sviluppo della Banca del Sud e sulla libera, immediata e gratuita portabilità dei conti correnti. L’Unione, invece, si concentra sulla necessità di tutelare meglio i risparmiatori e sulla concorrenza fra banche; che potrà giovarsi del passaggio dei poteri antitrust sulle banche all’Agcm.

Un nuovo intervento sulla proposta di riduzione del cuneo contributivo. E un aggiornamento alla rubrica “vero e falso” sul deficit pubblico e cambio lira/euro.

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