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Autore: Desk Pagina 148 di 196

Il desk de staging.lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 16 giugno 2006

Il cuneo fiscale e contributivo resta ancora per molti aspetti un oggetto misterioso. Ma cosa è questo cuneo, come è composto e quali sono le conseguenze di una riduzione di una o più delle sue componenti? E’ importante distinguere tra le parti del cuneo formate da imposte e quella formata da contributi. Non è vero che un taglio del cuneo sui salari più bassi sarebbe un sussidio implicito all’agricoltura perchè sono relativamente pochi i lavoratori salariati nel settore e si potrebbe contestualmente abolire il regime speciale dei sussidi di disoccupazione per i lavoratori agricoli. Il vero problema è che il governo sembra intenzionato a mantenere le politiche di sussidio all’agricoltura, con motivazioni ambientali assai poco condivisibili. Per finanziare il taglio del cuneo è stata formulata l’ipotesi di un ritocco delle aliquote Iva. Oltre agli effetti sull’inflazione, preoccupano gli aspetti redistributivi.

Armando Tursi commenta le proposte di riforma della Legge Biagi.

Com’è difficile rinunciare all’Irap

Messa sotto accusa in Europa, invisa al precedente Governo, ma difficile da sostituire con un’imposta migliore. L’Irap è comunque il terzo tributo del nostro ordinamento, dopo Irpef e Iva. Oltre a essere il principale delle Regioni italiane. Prima di tagliarla, si dovrebbe indicare la copertura per la perdita di gettito. E si dovrebbe evitare di minare la coerenza del sistema tributario. Dare più spazio di manovra delle Regioni sull’Irpef non risolve il problema della sperequazione territoriale delle risorse e soffre dell’assenza di alcuni cespiti dalla base imponile dell’imposta sui redditi, mentre attribuire alle Regioni imposte sui consumi non garantisce adeguati spazi di autonomia.

Un popolo di evasori

In Italia l’evasione fiscale è alta. Tra il 27 e il 48 per cento del Pil ufficiale, dicono alcuni calcoli. Anche l’indagine della Banca d’Italia ha dedicato una sezione al fenomeno. Evidenziando la necessità di controlli più severi su particolari settori produttivi, tipologie di contribuenti e aree del paese. Altre stime indicano che la base Irpef di autonomi e di piccole imprese è evasa tra il 55 e il 70 per cento. Sull’Iva, il valore aggiunto non dichiarato è fra il 30 e il 40 per cento; sull’Irap, la base imponibile non dichiarata supera il 30 per cento. E la poetica definizione di “impresa moonlighting” spiega perché la fiscalità agevolata nel Mezzogiorno non sembra aver favorito l’emersione di impresa.

E vinca il più furbetto

Tutta colpa della pay-tv se il calcio italiano si trova in un circolo vizioso in cui i divari sportivi ed economici si alimentano a vicenda. Più le grandi squadre si rafforzano, più aumenta lo squilibrio, peggiore risulta l’equilibrio competitivo. A migliorare la situazione, poi, non ha certo contribuito la “sospensione” delle leggi ordinarie, come è accaduto al codice civile con il decreto salvacalcio. Intanto, lo Stato aspetta dalle società 650 milioni di imposte arretrate. Soluzioni? La supelega europea, terne arbitrali scelte a livello europeo, il salary cap per i calciatori. O l’applicazione di un sistema fortemente progressivo alle quote d’iscrizione a Lega e campionato, per rispttare le regole antitrust.

Tav, o non Tav: questo è il dilemma

Su staging.lavoce.info, il dibattito sulla linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione è iniziato ben prima che la questione diventasse “nazionale”. E’ un’opera “strategica”? I contrari ritengono che i costi sarebbero ben più alti dei benefici. E che altre infrastrutture sono ben più urgenti. D’altra parte, il progetto potrebbe essere rimodulato in funzione della sola domanda merci, riducendo così i rischi di una domanda insufficiente. Anche perché non è affatto certo che riesca a liberare le valli piemontesi dai Tir. Ma c’è anche chi sostiene che con la Tav si avrebbe un miglioramento delle condizioni ambientali, mentre rinunciarvi comporta una perdita di competitività e di quote del commercio mondiale.

L’Europa nel Patto

Un nostro sondaggio ha confermato che i giovani italiani continuano a essere filo-europei e voterebbero a favore del Trattato costituzionale. Perché hanno poca fiducia nel nostro sistema politico e nelle nostre istituzioni e l’Europa piace perché ci protegge dai nostri stessi errori. Eppure, il nuovo Patto resta troppo indulgente verso alcuni paesi. Affidare il giudizio sul rispetto delle regole all’Ecofin è svantaggioso per noi. Perché senza la garanzia che i deficit eccessivi siano osservati da vicino da un’istituzione indipendente, le agenzie di rating alzeranno lo spread sui titoli italiani. Se poi si vuole rilanciare la crescita economica, va attuato il processo di riforme strutturali di Lisbona.

Sommario 13 giugno 2006

Riformare un sistema pensionistico significa introdurre regole trasparenti e automatiche che leghino le prestazioni all’andamento demografico, in modo da garantire sostenibilità ed equità intergenerazionale.  Nella passata legislatura si sono perse due occasioni per farlo: non si è fatta la verifica del 2001, nè l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del 2005.  Mentre si sono introdotte nuove disparità di trattamento con lo scalone del 2008.  Bisognerà ora porvi riparo. Non nella manovra correttiva, ma nella Finanziaria 2007.  A differenza dei politici, i nostri manager non sono in media piu’ vecchi dei loro omologhi stranieri. Ma c’è molta più dispersione nell’età dei dirigenti italiani, ce ne sono di tutte le età, accanto ad una diffusa riluttanza ad usare sistemi di selezione meritocratici.

Luigi Spaventa commenta l’intervento di Tito Boeri e Pietro Garibaldi sulla due diligence. La controreplica degli autori.

Sommario 8 giugno 2006

Terminata la due diligence sui conti pubblici. Abbiamo conferma dela pesante eredità lasciata dal Governo Berlusconi e della necessità di un processo di formazione e monitoraggio del bilancio meno soggetto alle pressioni dell’esecutivo. Bene rafforzare il servizio bilancio di Camera e Senato. La Ragioneria generale dello Stato deve essere messa in grado di monitorare ministeri e società partecipate. Abbiamo un nuovo ministero per il Commercio estero e forse non è un male: oggi sono troppi i soggetti che dovrebbero promuovere l’Italia all’estero. Servono meno enti, e una cabina di regia nazionale.

Un consiglio per il ministro Mussi: usi le valutazioni del Civr nell’assegnare i fondi per la ricerca. Servirà proprio per combattere l'”università dei predestinati”. Tanto più se il ministro si preoccuperà di rendere più trasparente e concorrenziale il reclutamento dei docenti universitari. A partire dall’inrodurre l’obbligo che i bandi di concorso per posti di professore siano aperti a tutti, senza specificazione della tipologia di candidato.  Anche le associazioni imprenditoriali si interessano al sistema universitario. E’ positivo. Ma dovrebbero ricordare che troppa attenzione agli interessi tecnologici di breve periodo, nuoce alle stesse imprese.

Luigi Spaventa commenta l’intervento di Boeri e Garibaldi sulla due diligence. La controreplica degli autori.

La grande sete

Nel deserto il viaggiatore,
sopraffatto dal calore,
con la bocca ch’è un braciere,
cerca d’acqua, un bel bicchiere.

Ma più sete c’è lì a Roma,
è la sete di poltrona,
è la foga del dominio,
per bandiera ha il rosso-minio.

Che dell’acqua del potere
a sinistra voglion bere
e le sedie del comando
va l’Ulivo conquistando.

Tutti i posti hanno occupati;
pochi voti son bastati.
Le poltrone!? Sono men dei deretani,
per cui chiedono i divani!

Non c’è un posto nel loggione
siede sol chi vota Unione.
Roma, Napoli, Torino:
scusin, c’è per me uno strapuntino?

Si disseta chi ha potenza
di quel sidro non fan senza
assetate le sinistre:
bevon uomini e ministre!

Grande arsura ha Bertinotti,
prosciugar vuole le botti
e quel tale che è Mastella,
….di quell’acqua, a garganella.

Dalla fonte ecco il ruscello,
ci si specchia il bel Rutello,
anche lui brinda contento,
con la manca asciuga il mento.

Oh, elettor del CentroDestra
ben salata è la minestra
e or vorresti un poco bere,
dal zampillo del potere.

Ma quell’acqua hanno scolato
ed il pozzo s’é asciugato.
Orsù invoca il Berluscone,
che propizi un acquazzone!

Sommario 4 giugno 2006

Come ci ha ricordato il Governatore della Banca d’Italia, l’economia italiana cresce poco perché non sa più innovare. Ma tornare a innovare è una missione difficile che non si può realizzare con i sussidi o per decreto. Ci vogliono nuovi prodotti più che nuovi processi. Meglio puntare su brevetti europei che non ostacolino la ricerca di base piuttosto che sperare nell’effetto dell’azzeramento delle tasse sulle piccole invenzioni. Senza dimenticare l’importanza dell’innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione.

Torniamo a parlare di calcio, discutendo di tetti agli stipendi dei calciatori come alternativa alla superlega europea.
Fulvio Fammoni, Segretario Confederale Cgil, commenta il dossier de lavoce sulla Legge Biagi.

Aggiornamento: Una ricognizione fra il tecnico e il politico di Tito Boeri e Pietro Garibaldi

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