Mancano pochi giorni alla presentazione della Finanziaria e fomuliamo nuove proposte per frenare la crescita della spesa pubblica. Perche’ le buone notizie sul fronte delle entrate non devono far perdere di vista la forte crescita della spesa pubblica. Si spende più del previsto per personale, consumi intermedi, amministrazioni locali e sanità. Proprio la sanità resta una delle maggiori spine nel fianco del governo, nonostante laccordo raggiunto con le regioni. Opportuno definire livelli essenziali di assistenza in base alle risorse disponibili. Una prima valutazione delle misure per ridare competitività al sistema delle imprese presentate dal ministro per lo sviluppo economico. Il campionato di calcio è iniziato in un clima assolutorio verso i protagonisti degli scandali. Le regole non sono cambiate e gli illeciti si possono ripetere. Proposta: perché non vincolare i dirigenti dei club al pagamento di penali alle società nel caso di sanzioni comminate dalla giustizia sportiva?
Autore: Desk Pagina 145 di 196
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Il caso Telecom Italia è più che mai aperto. Molte le questioni irrisolte. La separazione di rete e servizio fra diverse imprese potrebbe bloccare future innovazioni. Siamo proprio sicuri che lo Stato sia il soggetto più adatto a possedere la rete? Una cosa è certa: questa vicenda mette in luce la fragilità del capitalismo italiano e lassenza di un disegno di policy making. E lutilizzo dei poteri speciali del governo nelle società privatizzate non è proponibile nel caso Telecom: lEuropa e la giurisprudenza hanno spinto la golden share sul viale del tramonto. Il presidente del consiglio si è lamentato di non essere stato informato preventivamente dei progetti. Ma ne aveva davvero il diritto? Lanalisi delle norme sulla trasparenza del mercato mostra che se Telecom avesse rivelato i piani al premier, avrebbe rischiato lillecito penale per insider trading. Torna poi dattualità la tutela delle minoranze azionarie; la legislazione vigente non attribuisce loro strumenti efficaci per contrastare operazioni che cambiano radicalmente la struttura del gruppo. A presidio degli interessi di tutti i soci rimangono solo gli amministratori indipendenti.
La riunione annuale del Fondo Monetario Internazionale non ha risolto i problemi di questa istituzione. Non ci sarà da stupirsi se alcuni paesi decideranno di organizzarsi tra di loro e di ignorare il Fondo.
Il caso Telecom Italia, anche con il cambio al vertice della società, è lontano dalla conclusione e apre una lunga serie di questioni. La separazione fra rete e servizio (approvata dal consiglio damministrazione e, in precedenza, suggerita impropriamente da un consulente del premier) può comportare il rischio di bloccare future innovazioni. E, nel caso si proceda allo split, cè da chiedersi se proprio lo stato sia il soggetto più adatto a possedere la rete. Sul discutibile progetto di separazione della telefonia mobile da quella fissa e sul rischio che Tim finisca sotto controllo estero alcune considerazioni portano a concludere che un passaggio in mani straniere non rappresenterà un duro colpo alla competitività economica italiana.
Una cosa è certa: questa vicenda mette ancora una volta in luce la fragilità del capitalismo italiano e lassenza di un disegno di policy making. E lutilizzo dei poteri speciali del governo nelle società privatizzate non è proponibile nel caso Telecom: lEuropa e la giurisprudenza hanno avviato la golden share sul viale del tramonto.
Cè un altro aspetto che merita approfondire: il presidente del consiglio ha lamentato di non essere stato informato preventivamente dei progetti dellimpresa telefonica. Ma ne aveva davvero il diritto? Una analisi delle norme a tutela della trasparenza del mercato mostra che il presidente di Telecom, se avesse rivelato i piani al premier, avrebbe rischiato lillecito penale: insider trading.
Sulla tutela del mercato, in particolare delle minoranze azionarie, appare in evidenza come la legislazione vigente non consegni loro strumenti efficaci per contrastare operazioni che cambiano radicalmente la struttura del gruppo. A presidio degli interessi di tutti i soci rimangono gli amministratori indipendenti.
Tommaso io vorrei che tu, Vincenzo ed io sanza che Silvio e lobbie malcontente agli autoportatori (1), protervi e fannulloni, Dimmi Vincenzo! Sio fossi Fisco come sono e fui, O meo Romeo (2), sonci pur io Pier de Bersani Me canta la ballata del flor di Ballarò Care, dulci rime sù non siate lasse,
nel piatto mar del Pil sandasse, al voler vostro e mio,
con il vasel della ripresa al vento,
che ci menasse al porto almen dellun per cento,
a noi potessero recare impedimente.
Pure i vorrei, sio fossi come son Romano,
che in quel di Bebbio mi feci castellano,
di far bassar la fronte e li calzoni.
E tu Tommaso? Si fossi foco il desavanzo lo incenerirei
e le pension dognuno le arderei.
subitamente e impavido, lasserei ad altrui
le imposte vecchie e ossute
e su autonmi e rendite i mi torrei le giovani e pasciute.
e se fossi acqua o meglio uno tsunami
vorrei affogare panattier e speziali,
pur notari, mercatanti e tutte larti dei professionali.
e le cooppe, gli enti, le municipali neppur le bagnerò:
i grassi indipendenti avranno punizione
ai magri dipendenti, invece, si lasci il guiderdone.
nel dir del mio disio che il Pil presto salzasse
e dite a Cecco e a Polo, vieppiù a Tito e a Turano (3)
di non saziarsi ad alzar laude verso di me, Romano.
La vicenda Telecom Italia mette in luce arretratezze del capitalismo italiano, su cui torneremo, e confusione nel governo su chi debba dettare gli indirizzi di politica industriale, e su quali debbano essere tali indirizzi.
E’ iniziato l’anno scolastico in tutta Italia. Purtroppo i genitori non possono accedere ad informazioni sulla qualità degli istituti cui iscrivere i propri figli, nonostante da anni esistano rilevazioni affidabili sulla qualità dell’istruzione e queste informazioni siano disponibili in altri paesi. Rendere pubbliche queste informazioni sarebbe un primo passo anche per stimolare una cultura del merito fra gli insegnanti, permettendo di valutare l’operato dei presidi. Bene rivedere in tal senso la legge che istituisce l’agenzia nazionale della valutazione.
Torniamo a parlare di valore legale del titolo di studio con un intervento di Giunio Luzzato.
Mancano 20 giorni alla presentazione della Finanziaria. Ma nulla si sa ancora su ammontare e composizione della manovra. Si susseguono annunci disordinati e contraddittori mentre le (finalmente!) migliori notizie sui conti pubblici e leconomia vengono utilizzate solo come scusa per non fare le riforme. Il Ministro delleconomia avrà bisogno di tutta la sua abilità ed esperienza per riuscire a realizzare gli interventi annunciati nel Dpef. Cominciamo a visitare due delle quattro aree cruciali individuate nel Dpef: finanza locale e previdenza. Presto faremo il punto su sanità e pubblico impiego. Cerchiamo anche di capire le ragioni per cui il gettito è cresciuto di più di quanto possa essere spiegato dallandamento delleconomia. Prime risposte. Solo una cosa è certa: bisogna rivedere al più presto il modo con cui vengono fatte le previsioni di bilancio.
Marcello Messori, Sandro Gronchi e Carlo D’Ippoliti formulano proposte su come completare la riforma delle pensioni.
Carla Pellegatta (Segreteria Generale Cgil Verona), Francesco Daveri, Andrea Ichino e Eugenio Nunziata contribuiscono al confronto sui nullafacenti nella Pubblica Amministrazione.
Aggiornamento: “Verso le nuove partecipazioni statali?” di Carlo Scarpa.
A pagare il conto dello scandalo-calcio sono solo i tifosi. Troppo complesso e incerto intentare cause di responsabilità patrimoniale contro i dirigenti colpevoli degli illeciti sportivi. Ma come evitare che la stessa situazione si ripeta in futuro? Basta inserire apposite clausole nei contratti di lavoro stipulati tra gli amministratori e i club: se la società è punita dalla giustizia sportiva per fatti commessi dai suoi dirigenti, questi versano una penale. Che varia a seconda della sanzione comminata.
Il Governo non ha ancora chiarito il ruolo del Cicr (Comitato interministeriale per il credito e risparmio) in rapporto alle altre autorita’ di controllo. Forte il rischio di duplicazioni.
Nessuno piu’ parla di precariato. Ma il problema rimane. Una sintesi del confronto sulle proposte di una nuova disciplina del licenziamento e del contratto a termine nella fase di accesso al lavoro stabile regolare. E’ ragionevole ritenere che un percorso di accesso graduale alla stabilità possa produrre effetti positivi sia sul piano dellequità nel mercato del lavoro, sia sul piano dellefficienza nel tessuto produttivo. È tempo di bilanci, in particolare, sullesperienza delle collaborazioni continuative autonome, che la legge Biagi ha fortemente limitato nel settore privato: da questo giro di vite non è stato toccato il settore pubblico, che pure è quello nel quale si sono verificati gli abusi più gravi e diffusi. Sulla lotta contro la precarietà del lavoro anche laccordo tripartito spagnolo fornisce spunti di riflessione importanti.
Mentre si torna a parlare di riforma delle pensioni, alcuni dati per capire cosa accadra’ quando incominceranno ad andare in pensione i baby boomers: un problema piu’ serio in Italia che altrove.
Aggiornamento: Aspetti tecnici della proposta sui nullafacenti della P.A., a cura di Pietro Ichino
L’andamento migliore del previsto del gettito fiscale convince il Governo a ridimensionare la manovra prevista solo un mese e mezzo fa dal Dpef. Un errore perché semmai la manovra dovrebbe essere rafforzata quando le cose vanno meglio. Speriamo che rimanga almeno la volontà di intervenire per frenare la crescita della spesa corrente nelle quattro aree individuate dal Dpef: pubblico impiego, previdenza, sanita’ ed enti locali. Possibile intervenire sulle regole istituzionali del federalismo fiscale, introdotte dalla riforma del Titolo V del 2001, la cui applicazione si è rivelata eccessivamente complessa. Una proposta che ripensa la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, le modalità di finanziamento dei governi locali, il ruolo delle Province e corregge il bicameralismo perfetto.
La spesa previdenziale può essere ridotta attraverso un aumento delloccupazione dopo i 50 anni, ma lavorare piu’ a lungo significa, soprattutto per lItalia, anche un accesso meno tardivo al primo impiego.
Intesa e San Paolo hanno scelto di sperimentare, per la nuova banca che nascerà dalla fusione, un nuovo sistema di governance. Con un consiglio di sorveglianza e uno di gestione. Si rischiano però cortocircuiti che si dovranno evitare utilizzando lautonomia statutaria.
La Grande Coalizione tedesca è stata una delle illusioni dellestate italiana. Ma a un anno dalle elezioni si presenta come un duopolio incontrastato che si divide la rendita politica: manca un progetto di lungo respiro e il “fiato sul collo” dellopposizione. Ciò dovrebbe essere di monito nel dibattito italiano.
Sempre nellestate si è assistito allinsuccesso del Doha Round, i negoziati per la liberalizzazione degli scambi commerciali internazionali. Numerosi i pericoli per il sistema multilaterale degli scambi e le ripercussioni negative sulla crescita e lo sviluppo mondiale, dellUnione europea e dellItalia.
Finite le vacanze, rientriamo in città congestionate e inquinate dal traffico urbano. Dopo lesperimento di Bologna, anche a Milano si sta discutendo di far pagare un pedaggio per entrare con la macchina in città. Uno strumento potenzialmente utile alla riduzione della congestione urbana, ma disegnato in modo discriminatorio e poco efficace. Mentre la riforma del trasporto collettivo locale è allordine del giorno nellagenda politica del governo. Occorre migliorare lefficienza dei servizi pubblici locali, facendo tesoro delle esperienze di liberalizzazione attuate in altri paesi.